AssoVasto: puntiamo sull’idrogeno

22 Maggio 2023

Gli industriali guardano ai risvolti occupazionali della transizione ecologica

VASTO . Lavoro e rispetto dell’ambiente: l’industria punta sull’idrogeno e sull’energia elettrica ottenuta da impianti fotovoltaici e acqua. Anche il Vastese si prepara all’innovazione più importante nel mondo dell’energia che potrà dare maggiori certezze al territorio. Una fonte preziosa sarà la produzione di idrogeno. E a questo guarda Pilkington per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera.
Con i fondi del Pnrr gestiti dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, la Regione finanzierà l’Arap con 10 milioni. L’azienda regionale che gestisce tutti i nuclei industriali d’Abruzzo realizzerà un impianto per la produzione di idrogeno recuperando e riconvertendo le aree dell’ex Cotir di Vasto abbandonate da anni. Un secondo impianto verrà realizzato a Gissi. I nuovi centri di produzione di idrogeno contribuiranno in maniera significativa a ridurre i costi energetici e allo stesso tempo a ridurre le emissioni di Co2 per favorire una transizione energetica sana che eviti problemi al tessuto produttivo.
Decine di aziende che fanno capo ad AssoVasto, l’associazione industriale del territorio, sono favorevoli e pronte alla sfida del futuro. A confermarlo è il direttore Giuseppe La Rana. «Diversi sono i segnali provenienti dal territorio», dice La Rana, «che denotano curiosità alle tematiche della transizione ecologica. Il recente progetto noto come “Hydrogen Valley” è solo l’ultimo importante esempio. Parallelamente nel Vastese stanno facendo passi avanti i fattivi propositi sull’indipendenza energetica che attraverso le comunità energetiche, oltre a ridurre i rischi climatici e ambientali, sviluppano investimenti e innovazioni con soddisfazioni anche nel settore dell’occupazione. La transizione ecologica rappresenta per il Vastese», rimarca il dirigente di AssoVasto, «un percorso innanzi tutto culturale verso nuovi modelli di sviluppo, nuove produzioni e nuova occupazione. Diverse aziende stanno già sviluppando e intraprendendo il cammino verso queste sfide europee. Il cosiddetto “green new deal” rappresenta anche per il nostro territorio una sfida che però», conclude La Rana, «non può essere intrapresa e condotta senza un ampio consenso partecipativo di enti locali e parti sociali».
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