Assunzioni facili, il giudice non archivia
Provincia, nuove indagini su Di Giuseppantonio e l’ex giunta denunciati da un giovane disabile
CHIETI. Il gip dice: niente archiviazione per Enrico Di Giuseppantonio e quasi tutta l’ex giunta provinciale per le presunte assunzioni facili. Con un atto di due pagine, Antonella Redaelli rispedisce al mittente, cioè al sostituto procuratore, Rosangela Di Stefano, l’inchiesta sull’assunzione a tempo determinato di 8 dipendenti. Il magistrato dovrà svolgere nuove indagini.
Era il 2010 quando Lorenzo Torto, giovane disabile di Rapino costretto a vivere su una carrozzella, con una denuncia circostanziata sollevò il caso dei lavoratori interinali, molto vicini al presidente, assunti grazie a una delibera di giunta che delegava la Tempor, agenzia interinale esterna, dribblando la legge che impone la quota riservata ai disabili.
L’abuso d’ufficio è il reato che rimane ipotizzato nei confronti del presidente della Provincia, Di Giuseppantonio e degli assessori che, all’epoca, votarono la delibera e cioè Antonio Tavani, Eugenio Caporrella, Donatello Di Prinzio, Gianfranca Mancini, Mauro Petrucci e Silvio Tavoletta. A questi si aggiunge l’ex segretario generale dell’ente. La procura aveva chiesto di archiviare il caso, non ravvisando risvolti penali. Ma per il gip vanno chiariti punti oscuri. In sintesi, quali fossero le mansioni per le quali gli 8 interinali erano stati di fatto riassunti, ricorrendo a motivi d’urgenza. Mansioni di cui che neppure l’agenzia Tempor era stata messa al corrente. Tra il 27 e il 28 dicembre del 2010, gli otto, già assunti a termine per far parte dello staff del presidente, s’iscrissero in blocco all’agenzia che regolò la loro posizione di riassunti in tempo record, quasi contestualmente. Ci fu abuso, cioè l’intenzione di arrecare loro un ingiusto vantaggio? E’ questo il secondo punto da chiarire, più sostanziale del primo.
Se così non fu, la vicenda doveva risolversi solo davanti al Tar, specifica il gip rispondendo al ricorrente e al suo legale, Graziano Benedetto, che lamentavano il mancato rispetto della legge speciale che riserva posti agli invalidi. (l.c.)

