Assunzioni facili: inchiesta chiusa

Di Giuseppantonio e l’ex giunta hanno 20 giorni di tempo per evitare il processo
CHIETI. Assunzioni facili in Provincia, la procura della repubblica ha chiuso le indagini bis sul caso che coinvolge e vede indagati l’ex presidente Enrico Di Giuseppantonio, e gli ex assessori Eugenio Caporrella, Antonio Tavani, Donatello Di Prinzio, Gianfranca Mancini, Mauro Petrucci e Silvio Tavoletta. La notifica del provvedimento è stata fatta in questi giorni dopo che la Corte dei Conti ha invitato gli stessi indagati e per lo stesso motivo, a fare delle controdeduzioni, perché ipotizza un danno erariale presunto di 107mila euro. Ora l’ex giunta Di Giuseppantonio ha circa venti giorni di tempo per produrre controdeduzioni per evitare la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura. Ciascuno degli indagati quindi può uscire a testa alta dalla vicenda. La storia è nata da un esposto di Lorenzo Torto, nel 2010, un disabile che vive a Rapino in carrozzella. Assistito dall’avvocato Graziano Benedetto Torto contestava l’assunzione di alcuni interinali, gli otto vicini al presidente della Provincia. Questi sarebbero stati assunti grazie a una delibera di giunta che delegava la Tempor, agenzia interinale, superando così la legge che riserva una quota di assunzioni ai disabili. La pm Rosangela Di Stefano ha indagato ma dopo un po’ di tempo ha chiesto l’archiviazione perché riteneva che nel comportamento di presidente e giunta non fosse ravvisabile il reato di abuso: l’agenzia interinale, privata, non può commetterlo. Ma il Gip Antonella Redaelli, non ha proceduto all’archiviazione e alla pm ha chiesto di indagare su un nuovo fatto: tra il 27 e 28 dicembre del 2010 gli 8 interinali, che facevano parte dello staff del presidente, si erano iscritti in blocco alla Tempor. E l’ agenzia regolò le loro posizioni nel giro di poco tempo, a ridosso della delibera e soprattutto senza operare alcuna selezione come impone la legge e avrebbe voluto il disabile sulla carrozzella. Agli atti della Guardia di Finanza che ha indagato su questa vicenda ci sarebbe anche la testimonianza di una dipendente dell’agenzia che agli investigatori confessa che quegli otto nomi, quelli che facevano parte dello staff dell’ex presidente, sarebbero stati imposti alla Tempor.

