Ateneo D'Annunzio, i “colletti bianchi” a rapporto dal direttore

Incarichi all'università Chieti-Pescara, Del Vecchio convoca per domani 300 amministrativi. La procura e la Finanza partono tra due giorni in missione “segreta” a Roma
CHIETI. Solo l’auditorium del rettorato può ospitare tanti “colletti bianchi” in una volta sola. Sono 300 i dipendenti amministrativi chiamati a rapporto, per domani alle 10, dal direttore generale dell’Università, Filippo Del Vecchio, che ha dato incarico alla sua segreteria, già oberata da 33 attività e procedimenti accademici, di avvisare con una pioggia di mail dirigenti, funzionari e impiegati della D’Annunzio. Preoccupati per le sorti dell’Ima (indennità mensile aggiuntiva) congelata dopo che i revisori dei conti hanno osservato l’ultimo accordo contrattuale alla D’Annunzio, gli amministrativi si sono visti arrivare questo messaggio: «Le signorie vostre sono invitate a partecipare alla riunione che si terrà in data 19 maggio p.v. alle ore 10 presso l’Auditorium del rettorato per un confronto sul funzionamento dell’organizzazione centrale. Per l’area della didattica e l’area delle biblioteche parteciperanno alla riunione solo i funzionari ed i responsabili di settore al fine di garantire la continuità dell’attività. Distinti saluti», firmato: la segreteria del direttore generale.
Ma a chi dice che un’assemblea di tale portata, all’indomani di notizie su inchieste e incarichi, è la prima volta che accade, dall’Ateneo rispondono che sarebbero riunioni di routine. Qual è il tema? Le indiscrezioni si accavallano. Qualcuno si azzarda persino a parlare di caccia alla “talpa” e si aspetta un altolà della direzione generale. Caccia aperta, dicono, al dipendente o ai dipendenti infedeli che fanno trapelare notizie negative e uscire dagli armadi atti interni, come la lettera con un lungo elenco di attività svolte da funzionari dei piani alti del Rettorato. Ma una riunione sulla “fuga di atti” si sarebbe già svolta con un numero molto ristretto di dipendenti. Dall’Ateneo sgomberano il campo da maldicenze: nessuna caccia all’untore, di manzoniana memoria, dicono, ma “un importante momento di confronto tra direttore generale e personale amministrativo al termine di un complesso lavoro di ricognizione dei carichi di lavoro». Che sarebbero diventati sovraccarichi di tale portata da spiegare anche la lettera, pubblicata dal Centro, con cui la segretaria del dg, Marina Marino, informa il capo area del personale, Valentina Albertazzi, delle sue trentatrè attività: un sovraccarico di lavoro a cui, appunto, deve sottostare. Tutto chiarito? Chissà. Basta attendere solo 24 ore. Ne occorrono 48, invece, per svelare il motivo che spinge il procuratore, Pietro Mennini, un sostituto e la Finanza, a un viaggio a Roma per un’inchiesta teatina. La missione di martedì è coperta dal segreto. Riguarda il Miur e le inchieste sull’Ateneo di Chieti e Pescara? Dalla procura nessuno conferma. Ma neppure smentiscono.

