Ateneo, il coro si rinnova: canterà per il Giro d’Italia

12 Aprile 2023

La presidente Di Mauro: «È una tradizione che va avanti da più di 25 anni» E i ragazzi si esibiranno a Fossacesia prima della partenza della corsa rosa 

CHIETI. Si rinnova il coro dell’università d’Annunzio: una tradizione che va avanti da più di un quarto di secolo e che si prepara a grandi eventi futuri. Quest’anno la novità è proprio nei suoi coristi, anima e cuore del coro dannunziano, che sono per la maggior parte appartenenti all’ateneo, a differenza degli anni precedenti in cui erano per lo più docenti ed esterni. Giovanissimi, hanno scelto di avvicinarsi a questa realtà anche senza avere nessuna esperienza musicale ma per la voglia di mettersi in gioco e imparare. «Quest’anno c’è stato un grande afflusso di studenti», spiega la neo presidente del coro, Elisabetta Di Mauro, «è nato da soli tre mesi e già si è creato un bellissimo clima. Abbiamo ricevuto un invito da parte dell’università di Urbino per una competizione tra cori». Ma, prima ancora, il coro sarà ospite anche al Giro d’Italia: per la partenza a Fossacesia, sta preparando l’inno nazionale.
Le prove dei coristi, che si tengono ogni martedì sera in ateneo, sono un momento di incontro e di convivialità tra i ragazzi dopo una giornata di studio e di lezione. «Questo coro serve anche per dare agli studenti qualcosa in più delle solite lezioni e della formazione accademica», dice Di Mauro. «È aperto a tutti perché il nostro obiettivo è dare la possibilità a tutti di imparare, cantare e di stare bene insieme». Quella del coro accademico è quindi una tradizione di lunga data che, dopo l’impegno del rettore Sergio Caputi, anche il successore Liborio Stuppia vuole continuare con grande entusiasmo.
«Il coro è nato da un gruppo di docenti e amministrativi molti anni fa», spiega Christian Starinieri, dallo scorso novembre maestro del coro universitario. «All’inizio ero scettico perché, lavorando anche al teatro Marrucino, non mi convinceva l’idea di tornare in un coro di amatoriali, ma già dai primi incontri ho visto un interesse superiore a quello che si trova normalmente nei cori di questo tipo. C’erano tante voci anche di un certo livello e tante potenzialità».
Il coro, composto da più di sessanta elementi, è giovanissimo ma per il maestro non ci sono dubbi sui livelli che potrà raggiungere. «C’è tanto talento ed entusiasmo», fa notare, «le fondamenta sono solide, i ragazzi sono molto uniti e questa è una caratteristica che li porterà avanti e li contraddistinguerà dagli altri».
Le prove del coro sono anche un appuntamento per i ragazzi per mettersi alla prova e vincere le insicurezze.
«Premesso che non ho mai avuto altre esperienze canore in vita mia», dice Chiara Donatelli, corista e dottoranda della d’Annunzio, «ho sempre avuto un forte interesse per il canto e, finalmente, la costituzione di un coro è stata l’opportunità che cercavo per poter migliorare e vincere la timidezza dell’esibirmi su un palcoscenico».
Imparare e avvicinarsi al mondo della musica diventando anche più sicuri di sé. «Mi svago, mi diverto, faccio amicizia e imparo. Abbiamo creato un gruppo bellissimo», conclude la corista.
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