Ateneo, nel bilancio l’ok ai fondi per l’Ima

Pace fatta tra dipendenti e vertici della d’Annunzio. Stanziati 500 mila euro in più per la ricerca
CHIETI. L’Università d’Annunzio gode di ottima salute e approva il bilancio di previsione con un avanzo consistente.
Seduta tranquilla quella del consiglio di amministrazione che ha approvato all’unanimità e senza «intoppi» il documento. L’atmosfera natalizia rende tutti più buoni, ma probabilmente la fine delle ostilità è stata segnata da una decisione importante del Cda: il personale tecnico-amministrativo dell’Università potrà contare sull’incasso dell’Ima (indennità mensile di ateneo), voce che, in un primo tempo, era stata definita «illegittima» dal direttore generale Filippo Del Vecchio perché «elargita senza la dovuta copertura economica» e quindi sottratta, nel mese di agosto, dal loro stipendio. Dopo la guerriglia tra sindacati e vertici della d’Annunzio, da ieri è «scoppiata» la pace. A stemperare i «bollori» la decisione di mettere in bilancio la stessa somma di denaro stanziata l’anno scorso per l’Ima.
Un forte segnale di distensione se si considera che il provvedimento è stato preso prima dell’ok del ministero dell’Economia e finanze (Mef). Manovra quella del cda che potrebbe sembrare azzardata, ma che è stata presa proprio per neutralizzare il clima di veleni che serpeggiava alla d’Annunzio. Una guerra senza esclusione di colpi che aveva coinvolto, nell’ultima fase, e in modo molto diretto, la gestione definita «allegra» di Marco Napoleone, predecessore di Del Vecchio.
Nel bilancio di previsione anche la voce «ricerca» incassa una vittoria significativa: mezzo milione di euro in più rispetto alla cifra stanziata nel 2013. Insomma, l’ateneo d’Annunzio chiude nel migliore dei modi un anno difficile con un proposito comune: difendere un’istituzione importante che vuole crescere e soprattutto avere lunga vita.
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