Ateneo, niente tasse ai terremotati

9 Novembre 2016

Il Senato accademico approva il consuntivo 2015 senza il parere dei revisori

CHIETI. Niente tasse per gli studenti che arrivano dai paesi colpiti dal terremoto. Lo ha deciso il rettore Carmine Di Ilio che amplia il numero dei comuni esentati dal pagamento. Si tratta sia di paesi abruzzesi (Montereale, Capitignano, Campotosto, Valle Castellana, Rocca Santa Maria, Cortino, Crognaleto e Montorio al Vomano), che di centri marchigiani (Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montegallo, Montefortino, Montemonaco, Amandola, Comunanza, Cossignano, Force, Montalto delle Marche, Montedinove, Palmiano, Roccafluvione, Rotella, Venarotta, Acquacanina, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Gualdo, Penna San Giovanni, Pievebovigliana, Pieve Torina, San Ginesio, Sant'Angelo in Pontano, Sarnano, Ussita e Visso), che di comuni laziali (Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgo Velino, Castel Sant'Angelo, Cittareale, Leonessa, Micigliano e Posta), che infine umbri (Preci, Norcia, Cascia e Monteleone di Spoleto). Intanto ieri si è riunito il Senato accademico che ha finalmente approvato il bilancio consuntivo del 2015. Lo ha fatto anche se il documento è arrivato sprovvisto di relazione di revisori dei conti e con diversi senatori accademici che hanno chiesto delucidazioni su molti punti, a cominciare dal professor Paolo Fusero che per una buona mezz’ora a spron battuto ha chiesto chiarimenti un po’ su tutto. La professoressa Augusta Consorti si è invece focalizzata su alcune voci di bilancio con poste consistenti, cercando di chiarire a cosa corrispondessero nel dettaglio. A partire dagli oltre 700 mila euro per consulenze. I dettagli richiesti le verranno forniti in un secondo momento.

La senatrice aveva anche chiesto delucidazioni tramite mail direttamente al rettore pure su un altro problema di cui era venuta a conoscenza a mezzo stampa: la nuova sanzione del Garante della privacy contro l’università d’Annunzio per il controllo delle comunicazioni via internet. In cinque pagine di risposta, pare che il rettore si sia limitato a dire che il Garante ha sbagliato.