Ateneo telematico: lasciano Capasso e Di Gioacchino

CHIETI. Luigi Capasso rimette nelle mani del rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi l’incarico di presidente della Fondazione d’Annunzio e, di conseguenza, anche quello di presidente della...
CHIETI. Luigi Capasso rimette nelle mani del rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi l’incarico di presidente della Fondazione d’Annunzio e, di conseguenza, anche quello di presidente della dell’Università telematica Da Vinci. Da statuto, infatti, il presidente della Fondazione è anche presidente Unidav. A cascata, rimette il suo incarico di rettore Unidav anche Mario Di Gioacchino, nominato rettore proprio da Capasso.
Nella giornata di ieri la notizia della doppia dimissione aveva suscitato subito perplessità, ma sia Capasso che Caputi smentiscono voci di dissidi tra di loro. «Capasso ha portato a termine l’incarico che gli avevo affidato», ha detto il rettore, «doveva riportare l’Università telematica in seno all’ateneo d’Annunzio dopo la bufera giudiziaria partita nella precedente amministrazione universitaria con la selezione del partner istituzionale. Ha svolto il suo compito, centrando l’obiettivo. L’università non può fare altro che ringraziare tanto Capasso quanto Di Gioacchino per quanto fatto e ora si avvia a una nuova programmazione non tanto per la Fondazione quanto soprattutto per Unidav».
Resta al suo posto, invece, il direttore generale della Fondazione, Antonio Bianchini. Ora il rettore provvederà a nominare un nuovo presidente della Fondazione che assumerà anche la presidenza Unidav e che sarà libero di scegliere un nuovo rettore dell’ateneo telematico.
Anche Capasso conferma che si sia trattato di «una operazione concordata. Quando sono stato in Fondazione e in Unidav avevo un mandato: dovevo riportare l’amministrazione di questi ente alla normalità e a un’amministrazione conforme alla loro natura pubblica, liberando i due enti dai coinvolgimenti giudiziari. Dal 4 al 9 luglio scorsi c’è stata la visita programmata dell’Anvur - l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario - che ci ha detto, sebbene ancora in via ufficiosa, che l’Unidav è stana. E a questo punto ho potuto rimettere il mio mandato. Anche perché adesso c’è da fare molto lavoro per rilanciare l’Università telematica. Ma questo è un altro discorso». (a.i.)

