Ateneo telematico nel caos con due Cda

24 Luglio 2018

Il partner privato della Da Vinci sfiducia gli ex consiglieri d’amministrazione: pronto il ricorso

CHIETI. L’università telematica Da Vinci finisce nel caos. Il partner istituzionale (l’ateneo slovacco Sevs che possiede la maggioranza delle quote) sfiducia la quasi totalità del consiglio d’amministrazione e convoca un nuovo Cda. I consiglieri sfiduciati, però, non ci stanno e ricorrono alla magistratura. Tutto parte il 19 luglio con la riunione alle 10,30 del Cda Sevs (Stredoeuròpska Vysokà Skola v Skalici) convocato d’urgenza a Roma. La presidente del Cda Sevs, Lorenzina Zampedri, porta all’ordine del giorno la «revoca di tutti i consiglieri di nomina diretta del partecipante istituzionale dal Consiglio di amministrazione dell’università telematica». Queste le motivazioni: «La sopravvivenza della stessa università è messa in discussione anche in virtù di decisioni e comportamenti del tutto diversi da quelli indicati dalla Sevs, da parte di alcuni dei consiglieri, in alcuni casi addirittura del tutto contrari agli interessi della stessa Sevs e della Unidav». La revoca «con effetto immediato vale per la stessa Zampedri, il presidente del Cda Tommaso Marvasi, e gli altri membri Antonio Castorina, Marco Andrea Doria, Abdallah Mkades, Antonio Cilli, Giovanni Angelo Vicino, Francesco Montera e Angelo Ambrosio. Alle 16,30 dello stesso giorno c’è un nuovo Cda Sevs, sempre con la Zampedri come presidente e sempre d’urgenza, per la nomina dei nuovi consiglieri. Vengono rinominati solo Doria, Castorina, Vicino e Mkades. I nuovi sono: Jhon David, Gianni Di Matteo, Giancarlo Pantaleoni, Paolo Genco e Ciro Barbato. Si tratta di persone che risultano vicine alla Sevs o alla Santa Rita, una scuola internazionale di studi universitari di ricerca e formazione con sede a Roma collegata alla holding maltese Eduworld, di cui fa parte anche la Sevs. Due giorni dopo, sabato scorso, il consigliere anziano Castorina convoca per il 23 - ieri - il nuovo Cda, visto che il presidente Marvasi, sfiduciato, non può più farlo. All’ordine del giorno ci sono la «presa d’atto della sfiducia del Cda in carica da parte dell’ente controllante, la presa d’atto dell’indicazione e contestuale nomina dei componenti del nuovo Cda, i provvedimenti in ordine al consiglio convocato per il 24 dal Cda sfiduciato» e le nuove deleghe. Ieri arriva invece la risposta di Marvasi a Castorina: «Le faccio presente che l’Unidav ha in me un legale rappresentante nella pienezza dei poteri», scrive, «solo il sottoscritto, quindi, allo stato è legittimato a convocare il consiglio».
Marvasi, insieme al rettore Franco Cuccurullo, va poi in Procura e in tribunale. Il consiglio però si è fatto e Barbato è stato eletto presidente. (a.i.)