Ater, bando per vendita e scambi Duecento alloggi da recuperare

30 Luglio 2023

Nel piano sono inclusi complessi edilizi in gran parte inutilizzati a Chieti, Ortona, Orsogna e Crecchio Possono partecipare enti, fondazioni e privati: gli introiti saranno investiti sul patrimonio dell’azienda

CHIETI. Duecento immobili del patrimonio Ater da restituire alla collettività per soddisfare le esigenze abitative di Chieti, Ortona, Orsogna e Crecchio. Ma anche per consentire all’ente di incamerare risorse da reinvestire nella manutenzione e nel miglioramento degli alloggi di edilizia popolare. L’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale presieduta da Luigi Comini ha pubblicato l’avviso per la manifestazione di interesse che riguarda una serie di edifici al momento in gran parte inutilizzati. Il bando riguarda palazzine di via Silvino Olivieri a Chieti; in piazza XXVIII Dicembre a Ortona, dove sono interessati anche edifici di via Tedesco e via Berardi nel quartiere San Giuseppe; complessi di via Lanciano a Orsogna e via Piana a Crecchio.
«Tra le iniziative che abbiamo attivato in questi anni, dopo l’uscita dal commissariamento», spiega il direttore generale Giuseppe D’Alessandro, «c’è stata la redazione di una vasta progettualità per il recupero e la valorizzazione del nostro patrimonio. Per il bando i questione ci sono progetti pronti, che mirano a raccogliere l’interesse di amministrazioni pubbliche, enti, fondazioni, privati e anche consorzi di cittadini, senza trascurare quindi la partecipazione dal basso».
L’avviso fa seguito alla delibera del consiglio di amministrazione dell’Ater Chieti dello scorso 24 luglio: «Riguarda approssimativamente duecento appartamenti», spiega D’Alessandro, «un numero che può variare in base a come i progetti di rigenerazione incideranno sulle volumetrie. In questo momento raccogliamo le manifestazioni di interesse che puntano alla valorizzazione e all’efficientamento energetico». I complessi edilizi di Chieti, Ortona, Orsogna e Crecchio potranno essere oggetto di permute o di alienazioni, in modo che «l’Ater, che è un’azienda che vive di risorse proprie, possa veder crescere i propri fondi da investire sulla manutenzione del patrimonio immobiliare». Un patrimoni che in alcuni casi risale anche al Dopoguerra, e spesso presenta criticità che ne compromettono l’utilizzo. Non a caso gli edifici oggetto dell’avviso sono in gran parte al momento inutilizzati. «Recuperarli con questa progettualità», sottolinea D’Alessandro, «significa rispondere alle esigenze abitative di un Paese dove i redditi crescono meno di quanto facciano i costi per la casa».
«L’atto d’indirizzo del consiglio di amministrazione», aggiunge il presidente Comini, «è dare attuazione anche agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, e in particolare all’Obiettivo 11: Città e comunità sostenibili attraverso iniziative di governo del territorio, rigenerazione urbana e politiche abitative».
Sarà possibile rispondere all’avviso dell’Ater entro il 15 settembre, indirizzando all’azienda le proposte con la relativa documentazione».
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