Atessa, aria di crisi per l’ospedale

15 Agosto 2016

Olivieri (Mca) a D’Alfonso: dietrofront sul futuro del presidio o lasciamo la giunta

ATESSA. Il decreto commissariale che stabilisce le attività sanitarie che si possono svolgere nell’ospedale di Atessa, se non sarà modificato potrebbe avere ripercussioni politiche sul governo della Regione. «Il decreto non tiene conto delle osservazioni e delle richieste che io, col Movimento per Atessa Unita (Mau), abbiamo avanzato», afferma il consigliere regionale Mario Olivieri (Movimento civico Abruzzo) presidente della commissione sanità all’Emiciclo dell’Aquila. «È un’ipotesi minimalista, quella prospettata dall’assessore, che trascura le caratteristiche dell’ospedale atessano e la vocazione del territorio. Non sono indicati, tra l’altro, le risorse finanziarie e il personale medico e infermieristico dedicati alla struttura per svolgere, in condizioni di sicurezza e di eccellenza, la chirurgia ambulatoriale complessa e multidisciplinare, che avevamo indicato in proposte precise, allo scopo anche di alleggerire le liste d'attesa della Asl».

Olivieri lascia intravedere ripercussioni politiche nella giunta regionale: «Nel chiedere al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso di non adottare il decreto al quale si riferisce l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, aderendo alla richiesta formulata a suo tempo dal Movimento civico Abruzzo (Mca) in merito all’ospedale di Atessa, modificando il decreto. Ciò allo scopo di mantenere gli impegni presi ed evitare ripercussioni politiche che mi vedrei costretto ad assumere».

Sull’argomento interviene anche il Mau. «Il decreto non tiene conto delle proposte degli atessani e del comprensorio, peraltro discusse in sedi pubbliche e che sembravano trovare consenso da parte di D’Alfonso e di altri consiglieri regionali». Il coordinamento ha chiesto un incontro con Olivieri e Andrea Gerosolimo, dell’Mca, «per conoscere quali comportamenti intendono assumere nei confronti della giunta regionale, nel caso in cui gli interessi di questo territorio dovessero essere ancora disattesi». (m.d.n.)

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