Atessa difende il suo ospedale Oggi la manifestazione in strada
Il raduno alle 10 in piazza Garibaldi, nel centro storico. Poi il corteo raggiunge l’ingresso del San Camillo Scontro tra forze politiche. Palena: la causa è il centrosinistra. Borrelli: basta polemiche, è ora di agire
ATESSA. La partenza è prevista alle 10 da piazza Garibaldi davanti all’ingresso del San Camillo. Atessa scende in strada per difendere il suo ospedale. È prevista la partecipazione di partiti politici, movimenti, comitati, è assicurata la presenza soprattutto di tanta gente.
Ha destato sgomento la notizia data ieri in anteprima dal Centro della chiusura del blocco operatorio dal prossimo 7 aprile, in pratica è il de profundis dell’ospedale di Atessa. Le polemiche adesso non mancano perché nessuno vuole rimanere col “cerino in mano”.
«Le giustificazioni giornalistiche di Giulio Borrelli, fondatore di Abruzzo Civico, e di Mario Olivieri, consigliere regionale dello stesso gruppo politico e che guida la quinta commissione: salute, sicurezza sociale, cultura, lasciano il tempo che trovano», dice Gianleucio Palena, capogruppo di LiberAtessa in consiglio comunale, «adesso aspetto un atto importante da parte di Abruzzo Civico. Borrelli più volte ha chiesto sui media che la politica faccia la sua parte, ora glielo chiedo io: Borrelli fai la tua parte. Renditi conto che non stiamo parlando di ridimensionamenti attuati al San Camillo, siamo di fronte a un provvedimento di chiusura, cosa che dovrebbe condizionare la permanenza di Abruzzo Civico nella maggioranza politica che guida la Regione. Il centrosinistra ha decretato la chiusura dell’ospedale, basta con le ipocrisie di chi sostiene che l’unione fa la forza».
In una nota Borrelli afferma: «Sappiamo di chi sono le responsabilità passate e presenti. Non è il momento, adesso, di perderci in sterili polemiche. È l’ora di agire. La fine del blocco operatorio si porterà dietro anche l’unità complessa di Medicina, che non può più lavorare senza un supporto di anestesia e chirurgia. Atessa diventerà, nei fatti, un ospizio per vecchi. È inaccettabile. Dobbiamo ribellarci. Per questo il Movimento Atessa Unita aderisce alla manifestazione popolare promossa dal comitato cittadino in difesa dell’ospedale».
Di un «grave danno per il territorio» parla il deputato Fabrizio Di Stefano (FI) sulla chiusura del blocco operatorio: «Una chirurgia», aggiunge «che, alla prova dei risultati, ha dimostrato che poteva, e può, restare funzionante, e che nel Piano sanitario attualmente in vigore ha un ruolo ben specifico. Ricordo, oltretutto, gli incontri che facemmo ad Atessa per salvaguardare la struttura; ricordo le proteste della sinistra quando le sale operatorie furono chiuse per un mese per consentirne l’ammodernamento; ricordo le promesse fatte da Luciano D’Alfonso in campagna elettorale. Ma, del resto, sono le stesse promesse che poi aveva fatto a Ortona, a Sulmona, a Penne e ad Atri sul ruolo dei Punti nascita nei 4 ospedali. Dov’è adesso quella sinistra atessana che tanto rumorosamente si faceva sentire allora, e oggi è silente, com’è silente a Ortona il sindaco con l’intera amministrazione?».
Per Mauro Febbo, consigliere regionale di FI, c’è caos nella Asl di Chieti dopo le ultime decisioni del governo regionale. «A oggi», argomenta Febbo, «vediamo nella politica messa in campo dal centrosinistra e nei decreti sottoscritti dal presidente D’Alfonso, solo ed esclusivamente tagli e disservizi che portano, ahimè, alla definitiva chiusura di presidi strategici per il territorio come Atessa e Guardiagrele».
Anche il sindaco Nicola Cicchitti e la sua maggioranza partecipano alla manifestazione di oggi. «Ho chiesto al prefetto», afferma Cicchitti, «di adoperarsi per un incontro urgente con le autorità competenti al fine di scongiurare le notizie sulla chiusura del blocco operatorio del San Camillo e chiarire il futuro dell’ospedale di Atessa».
Matteo Del Nobile
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