Atessa, il comitato civico per l’ospedale boccia i politici

ATESSA. «Il Pd di Atessa, il Movimento per Atessa Unita e LiberAtessa sull'ospedale tacciano o facciano un mea culpa». Lo dice il comitato in difesa del territorio che sulla salvaguardia del San...
ATESSA. «Il Pd di Atessa, il Movimento per Atessa Unita e LiberAtessa sull'ospedale tacciano o facciano un mea culpa». Lo dice il comitato in difesa del territorio che sulla salvaguardia del San Camillo ha messo in atto diverse iniziative.
«Da oggi» fanno sapere «dichiariamo chiuse le nostre attività sulla questione dell'ospedale atessano». Dallo scorso 31 dicembre il San Camillo non può essere più definito come tale essendo stato riconvertito in ospedale di Comunità con annesso Ppi, punto di primo intervento e attività residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti e malattie cronico degenerative. «Pd, Mau e LiberAtessa non hanno saputo difendere il nostro ospedale» afferma Debora Fioriti, portavoce del comitato «lo stato attuale è il risultato di un processo di spoliazione che si è avuto negli ultimi anni e che ha visto le forze politiche atessane incapaci di fermare questo processo». Il comitato spontaneo in più di due anni attività ha raccolto 7mila firme tra i cittadini, organizzato cinque manifestazioni a L'Aquila, Pescara e Atessa.
«Noi abbiamo il diritto di parlare e rivolgiamo un appello alle tre forze politiche». Al Pd e al Movimento per Atessa Unita (che fa capo a Giulio Borrelli) il comitato chiede «di impegnarsi tramite il presidente della V Commissione Sanità e consigliere regionale, Mario Olivieri, i consiglieri regionali referenti e i dirigenti regionali dei partiti a presentare una legge regionale che possa riaprire l'ospedale di Atessa. Nello stesso tempo, si consiglia agli stessi di non presentare liste alle prossime elezioni amministrative di Atessa e avvisare circa il possibile boicottaggio delle prossime elezioni regionali, se non riapriranno il presidio ospedaliero atessano».
A LiberAtessa, che fa capo al sindaco Nicola Cicchitti «di dimostrare il coraggio, che hanno avuto altri sindaci di Italia a cui hanno chiuso un ospedale, di dimettersi unitamente ai consiglieri comunali tutti per protesta. Il comitato spontaneo è disponibile a consegnare le firme raccolte e farsi rappresentare da chi compirà atti concreti in una delle direzioni richieste». (m.d.n.)

