Atessa, il Covid-ospedale non si farà più

20 Marzo 2020

Lungodegenza e Riabilitazione prima trasferiti a Ortona per fare posto all’emergenza di questi giorni, poi il dietrofront  

ATESSA. È bagarre sull’ospedale di Atessa sulla trasformazione in Covid-ospedale. Ieri è stato un susseguirsi di dichiarazioni e comunicati. Andiamo con ordine. Nei giorni scorsi la Asl ha comunicato che il San Camillo era stato destinato a Covid-ospedale e avrebbe dovuto ospitare 120 pazienti, divisi in tre sezioni: ricoverati in via di guarigione, malati in terapia sub intensiva e 12 letti di rianimazione per i casi più gravi. Ciò ha comportato la smobilitazione di ciò che rimaneva ad Atessa e il trasferimento dei pazienti di Lungodegenza, Riabilitazione e Medicina a Ortona, che, guarda caso è ospedale Covid. Ieri mattina durante la conferenza stampa del presidente della Regione, Marco Marsilio, sono state fatte alcune domande sull’ospedale di Atessa: se cioè avrebbe ospitato affetti da xoronavirus. L’assessore alla salute, Nicoletta Verì, ha così risposto: «Il ministero della Salute ha i documenti inviati dal Dipartimento. Noi abbiamo inviato successivamente una riconversione della rete ospedaliera dove abbiamo individuato Atessa come ospedale di area disagiata; però adesso al ministero giace la documentazione di Atessa come Pta (presidio territoriale di assistenza, ndc), quindi adesso Atessa è declassificata e non è definita come ospedale. Quando hanno visto questo documento (di trasformazione in ospedale per coronavirus, ndc) hanno detto che non ci sono i requisiti strutturali. Però questo non è il problema. A livello ministeriale c’è l’ok per Ortona».
Il sindaco Borrelli, alle 16,54, in una diretta Facebook ha tuonato contro le dichiarazioni della Verì: «L’assessore regionale alla sanità ha detto che l’ospedale di Atessa è un Pta, e quindi non può essere adibito a Covid-ospedale, come ha previsto la Asl. Ci spieghi allora la Asl per quale motivo ha smantellato in appena 48 ore l’ospedale di tutti i suoi reparti. Siamo venuti a sapere che Atessa, senza ulteriori investimenti, non può essere utilizzata per pazienti non gravi. Perché non si è previsto tutto ciò? Questi passaggi sono francamente contraddittori e inaccettabili: pertanto chiedo che siano ripristinate in 48 ore tutte le strutture smantellate e siano riportati indietro i pazienti portati a Ortona. Atessa non si presterà ad essere manipolata per nessun motivo».
Alle 17,30 un comunicato della Regione smentisce in parte ciò che è stato detto in conferenza stampa: «L’ospedale di Atessa non è un presidio territoriale. Al ministero è stata comunicata la proposta per il presidio ospedaliero come “ospedale di area disagiata” con il servizio di pronto soccorso per la relativa gestione dell’emergenza. Si ribadisce l’impegno della Regione a ripristinare servizi e reparti momentaneamente spostati, non appena le condizioni generali lo permetteranno».
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