Atessa, nuovo servizio in ospedale

Ecco Neuropsichiatria infantile, la Lega: «Grazie alla Regione per il rilancio»
ATESSA. L’ospedale San Camillo si è arricchito di un nuovo hub della neuropsichiatria infantile coadiuvato dalle unità multidisciplinari per l'integrazione scolastica di Chieti, Ortona, Lanciano e Vasto. I distretti sanitari, infatti, sono articolazioni funzionali del servizio, presso i quali a livello territoriale vengono seguiti i pazienti una volta presi in carico ed effettuate valutazione e diagnosi. Il reparto è in grado di accogliere e seguire in modo adeguato bambini e ragazzi che manifestano disturbi del comportamento. L’equipe, guidata dal dottor Riccardo Alessandrelli, è composta da neuropsichiatri infantili, psicologi, assistenti sociali infermieri e Oss.
Esprime soddisfazione la segretaria cittadina della Lega, Mariacarla Cattafesta: «Con orgoglio raccogliamo il frutto del lavoro di coordinamento svolto dalla giunta regionale di centrodestra a guida Marco Marsilio, dalla Asl e dagli assessori della Lega Nicoletta Verì e Nicola Campitelli che hanno da sempre rivendicato le scelte fatte sul nostro ospedale. Questo», conclude Cattafesta, «non è un intervento fine a se stesso ma, al contrario, segue un ambizioso progetto di rilancio dell’ospedale che ormai si è lasciato alle spalle gli anni bui nei quali ad Atessa si chiudevano i reparti e si tagliavano i servizi, soprattutto quando in Regione governava il centrodestra con Pd e Abruzzo Civico guidato dal nostro sindaco Giulio Borrelli».
Il servizio è stato strutturato in modo organico dalla Asl con spazi e personale dedicati, e può accogliere in modo adeguato bambini e ragazzi che hanno bisogno di essere seguiti per diagnosi e trattamento dei disturbi del neurosviluppo. Tra le molteplici attività svolte dall'équipe, in primo piano restano quelle dedicate all'autismo, a partire dalla fase della diagnosi, tanto che Asperger Italia sul proprio sito indica come riferimento territoriale la Neuropsichiatria infantile della Asl Chieti. Sono circa 450 i pazienti seguiti. Numerosi sono anche quelli presi in carico per i disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva, mentre per i circa 2mila ragazzi accompagnati da sostegno didattico, si sta organizzando la rete per l'integrazione scolastica, attraverso il dialogo con le unità multidisciplinari territoriali e altre attività finalizzate a favorire i piani di intervento a scuola, dove si può intervenire in modo efficace per limitare il disagio dei singoli. (m.d.n.)
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