Atessa, protesta l’Ugl: ex Honeywell subito le assunzioni
ATESSA. Troppe lungaggini e ritardi sulla reindustrializzazione della ex Honeywell e la cessione dello stabilimento alla multinazionale dell’acciaio Baomarc preoccupano la Ugl che chiede un tavolo...
ATESSA. Troppe lungaggini e ritardi sulla reindustrializzazione della ex Honeywell e la cessione dello stabilimento alla multinazionale dell’acciaio Baomarc preoccupano la Ugl che chiede un tavolo tecnico che «analizzi in concreto quali siano gli strumenti necessari finalizzati all’accelerazione del processo di riconversione e all’assunzione del personale ex Honeywell». «Bisogna urgentemente costituire un tavolo con Invitalia spa (organo economico del Mise, ndc)», fa appello Giuseppe De Luca, coordinatore Ugl ex Honeywell, «al fine di valutare le ipotesi di concessioni di finanziamenti e contributi pubblici messi a disposizione attraverso lo strumento dei cosiddetti “contratti di sviluppo”, ampiamente utilizzati su tutto il territorio nazionale con successo. Di concerto con Invitalia spa», prosegue De Luca, «sarebbe necessario l’interveno anche della Regione Abruzzo che, attraverso dei corsi di riqualificazione professionale, porrebbe le basi per un “pilastro di sostegno” sia agli ex lavoratori Honeywell che alla stessa Baomarc. Le parti sociali inoltre potrebbero sostenere, di concerto con il ministero del Lavoro, l’attivazione della cassa integrazione straordinaria, nonostante manchi una base contributiva di 90 giorni che però potrebbe essere sanata con interventi mirati, così come avvenuto per altre grandi aziende del territorio nazionale in cui sono stati programmati importanti investimenti». Per l’Ugl attivare un preciso cronoprogramma e un tavolo specificatamente tecnico è «l’unica via possibile per ottenere risultati veloci e concreti che soddisfino sia la Baomarc che le parti sociali». Il sindacato chiede che i primi 110 ex dipendenti Honeywell possano essere assunti in blocco «senza aspettare ulteriori 12 mesi di lungaggini, dando respiro agli ex lavoratori, vista l’imminente scadenza della Naspi ad aprile». «Queste proposte concrete», interviene Giuseppe Saraceni, segretario aggiunto della Ugl territoriale, «già messe in atto da diverse società a livello nazionale, calzerebbero a pennello nel caso di specie, in questa fase di stallo della reindustralizzazione, che potrà essere avviata solo se ci sarà la volontà sindacale a procedere insieme verso questi obiettivi, cosa che ad oggi non si è verificata».
Daria De Laurentiis

