Attacchi su internet, Leonzio se ne va

Il dimissionario è tra gli aggiudicatari del contestato bando per i nuovi stabilimenti: «Lascio per dimostrare la mia onestà»
ORTONA. «Una decisione sofferta e dolorosa che però si rende necessaria vista la campagna denigratoria avviata nei confronti miei e della mia famiglia». Esordisce così il consigliere comunale di maggioranza, Fabrizio Leonzio, che annuncia le dimissioni dal suo incarico nell’assise civica e che di conseguenza lo fanno decadere anche dal ruolo di consigliere provinciale per cui era stato eletto. Il motivo del suo addio ha a che fare con la nota vicenda delle concessioni demaniali marittime stagionali, per cui Leonzio è risultato uno tra i dieci aggiudicatari a seguito del bando pubblico del Comune di Ortona. Una vicenda che ha scatenato ulteriori polemiche rispetto a quelle già note riguardanti le conseguenze ambientali che gli ombreggi potrebbero avere sul tratto di costa caratterizzato dalla presenza delle dune e dell’uccello fratino. «Oggi vogliono far credere agli ortonesi che il sottoscritto voglia trarre un vantaggio personale dalla sua carica istituzionale» tuona Leonzio che, visibilmente emozionato, legge una lettera dove spiega tutta la sua versione dei fatti. Accanto a lui siede il sindaco Leo Castiglione che lo rincuora con una pacca sulla mano. «I lavori di costruzione della struttura oggi realizzata, sul terreno di proprietà e non sul demanio come qualcuno ha fatto intendere, sono iniziati a luglio 2016, dopo aver ottenuto tutti i permessi e le autorizzazioni del caso», evidenzia l’ormai ex consigliere comunale. «Per cui appare chiaro che la scelta del sottoscritto di candidarsi non possa essere collegata, se non da distorte supposizioni, alla realizzazione della struttura turistica. Non posso accettare la maldicenza di chi mi ha voluto dipingere come un approfittatore disonesto e incurante del patrimonio paesaggistico e ambientale che da sempre è stata la mia casa». Poi si sofferma sul bando a cui ha partecipato insieme ad altri 31 richiedenti, valutata da un’apposita commissione che si è espressa sui progetti presentati e, «se qualcuno ritiene che il sottoscritto sia stato avvantaggiato, avrebbe potuto e dovuto contestare l’operato della stessa commissione magari rivolgendosi agli organi competenti» sostiene il dimissionario. «Invece ogni attacco è stato gratuito e personale, con insinuazioni e post sui social che hanno minato la dignità e la tranquillità personale e familiare a cui tengo prima di ogni altra cosa». Poi conclude: «Oggi devo tutelare i miei figli e mia moglie che sono state vittime di questa macchina del fango, ma sento anche il dovere di responsabilità nei confronti del progetto amministrativo costruito insieme al sindaco Leo Castiglione e agli amici delle due liste civiche Cittadini consapevoli e Il Comune delle idee. Oggi lascio per dimostrare la mia totale estraneità alle insinuazioni e alle accuse infamanti».

