Attentato, la verità dalle telecamere

Indagini a tutto campo dei carabinieri sulla bomba carta esplosa al Simbiosi, in via Cavour. Solidarietà dai commercianti
VASTO. Saranno le immagini delle telecamere della videosorveglianza a raccontare agli investigatori i minuti che hanno preceduto il lancio della bomba carta contro il ristorante Simbiosi, in via Cavour. Con un po’ di fortuna l'obiettivo potrebbe aver ripreso gli attentatori mentre uscivano in strada per poi raggiungere il ristorante. Nel frattempo i carabinieri hanno individuato e sequestrato residui dell'ordigno rimasti davanti al locale e hanno ascoltato diversi testimoni. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Michele Pecoraro. Tanti i messaggi di solidarietà inviati al titolare del locale, F.P. , 41 anni, stimato ristoratore della città. I rappresentanti di SI propongono l'apertura di un conto corrente per aiutare il ristoratore a riparare i danni subiti.
LE INDAGINI Non potevano essere molto lontani del ristorante gli autori dell'attentato fatto venerdì notte in via Cavour. Nella zona era appena passata un’auto dei carabinieri. Dal momento in cui gli attentatori hanno imboccato via Cavour e la deflagrazione sono trascorsi pochi secondi. Particolare questo che fa pensare che gli autori del gesto abbiano raggiunto Simbiosi in sella a un motorino. Un mezzo che ha permesso loro di dileguarsi velocemente. Grazie alle telecamere i carabinieri cercheranno di scoprire il percorso e la provenienza degli attentatori. Un altro aiuto potrebbe arrivare dai residui dell'ordigno recuperati dagli investigatori davanti all'ingresso sventrato del locale. I reperti sono stati sequestrati e consegnati agli esperti che li analizzeranno accuratamente. Purtroppo né il ristoratore né i residenti di via Cavour sono stati in grado di fornire ai carabinieri elementi utili alle indagini. l
L'APPELLO DI SI «Quanto accaduto in via Cavour», commentano Claudio Di Vincenzo coordinatore di SI del Vastese i colleghi di Lanciano e del comitato provinciale, Michele Marino e Alfonso Di Tullio, «obbliga tutti i cittadini onesti a reagire concretamente e subito. La malavita organizzata è da anni presente sul territorio. Si è fatto finta di niente per troppo tempo. Oggi la criminalità ha scelto di agire senza più nascondersi, sfidando la città. La bomba non ha fatto solo danni economici, ma, come tutte le violenze criminali, ha aggredito in primo luogo la democrazia, il diritto di fare impresa, la libertà economica. Chi subisce un attentato tace per paura, e tace chi teme di subirlo. Senza libertà di parola non c'è democrazia, non c'è libertà. Chi sa parli, chi ha visto parli. Dia fiducia alle forze dell'ordine. Se non si individuano i colpevoli di questa azione ne seguiranno altre. Se non si ferma subito l'aggressione malavitosa si finirà in una spirale mortale, per tutti, non solo per chi verrà fatto oggetto di intimidazioni violente. La politica si faccia sentire, si faccia sentire la Chiesa, si faccia sentire la città. Nessuno speri di salvarsi da solo. Le parole non bastano. Ecco perché noi proponiamo a tutti di aprire un conto corrente finalizzato a raccogliere i soldi per riparare quanto distrutto dalla bomba».
COMMERCIANTI SOLIDALI La bomba carta ha scosso tutti i commercianti vastesi. «Da parte nostra», dice Marco Corvino, del consorzio Vasto in centro, «la massima solidarietà a Simbiosi, un'attività che ha saputo distinguersi per innovazione e creatività nel panorama culinario vastese. Questo atto vile e gravissimo ha fatto danni a tutti noi» . (p.c.)
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