Attentato sventato, città solidale

Pacco-bomba sotto l’auto di una donna: Comune pronto a costituirsi parte civile
VASTO . Proseguono nel più stretto riserbo le indagini sull'atto intimidatorio di domenica scorsa contro una cinquantenne di Vasto residente in via Dei Conti Ricci. Qualcuno ha cosparso di benzina il Suv della donna sistemando vicino alle ruote anteriori un pacco-bomba con un congegno a distanza.
Gli investigatori stanno cercando di dare un nome all'autore del gesto ma soprattutto vogliono accertare se l'uomo non abbia voluto schiacciare il dispositivo che avrebbe provocato l'esplosione dell'auto o non sia riuscito nel suo intento perché disturbato da qualcuno o qualcosa. Stando ad indiscrezioni la donna sarebbe stata avvertita da qualcuno e senza perdere tempo avrebbe lanciato l'allarme.
La vittima tace e tramite il proprio legale, l'avvocato Rosario Di Giacomo, invoca il riserbo. «In relazione», scrive in una nota l'avvocato Di Giacomo, «al rinvenimento, di un ordigno il 15 gennaio in via Dei Conti Ricci al centro dell’abitato di Vasto, a nome e nell’interesse della parte offesa, chiedo che sulla vicenda venga mantenuto il massimo riserbo, onde permettere agli inquirenti di compiere tutte le necessarie attività investigative del caso, anche a tutela dell’incolumità della parte lesa e dei suoi familiari».
Il rispetto del riserbo non scema la rabbia, l'indignazione e la preoccupazione della città. «Auguro agli investigatori», dice il sindaco Francesco Menna, «di arrivare prima possibile alla soluzione del caso. A nome di tutta l'amministrazione comunale esprimo alla vittima vicinanza. Quanto accaduto è gravissimo. L'autore del gesto avrebbe potuto fare una strage. L'auto della vittima era parcheggiata sotto un condominio circondato da attività commerciali. Il Comune si costituirà parte civile contro il responsabile del grave atto», annuncia Menna.
Rabbia e indignazione è stata espressa anche dalla vicepresidente dell'associazione Emily contro la violenza alle donne, l'avvocato Giuseppina Fabretti. «Mai in città», riflette il legale, «eravamo arrivati a livelli così alti di intimidazione. Il gesto è stato gravissimo. Non oso pensare cosa sarebbe successo se l'autore avesse premuto il detonatore. L'associazione condanna l'ennesimo atto violento contro una donna e in questo caso contro una comunità. L'auspicio è che la polizia riesca a identificare l'autore». (p.c.)
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