«Attenti al cane e al padrone» Scatta il sequestro della pistola

Il tradizionale cartello appeso all’ingresso della palazzina costa il ritiro delle armi a un anziano Sotto accusa le minacce rivolte al vicino di casa per il bidoncino dell’organico lasciato fuori posto
CHIETI. Gli ritirano pistola e porto di fucile per due motivi. Il primo, ed è già accaduto in altri casi, è che litiga spesso col vicino. Il secondo, ed è qui la particolarità, è che all’ingresso di casa ha esposto un cartello con la scritta «Attenti al cane e al padrone», accompagnata dall’immagine di un’arma. La vicenda che vede protagonista un uomo di 70 anni è finita all’attenzione di forze dell’ordine e istituzioni. In primis, dei carabinieri, che hanno proceduto al «ritiro cautelare» di una rivoltella marca “Smith&Wesson” e 50 cartucce calibro 38 trovate a casa del pensionato, poi denunciato alla procura di Chieti per minacce. È stata poi interessata anche la questura, che ha avviato il procedimento di revoca della licenza di porto di fucile a uso sportivo. Ma non finisce qui, perché l’anziano, assistito dall’avvocato Giovanni Angelucci, ha denunciato a sua volta chi lo accusa e ha depositato una dettagliata memoria difensiva all’Ufficio armi.
Tutto è cominciato quando il vicino di casa dell’indagato ha presentato una denuncia, sostenendo che quest’ultimo lo aveva minacciato facendo esplicito riferimento all’utilizzo della pistola magnum che detiene nell’abitazione. Gli accertamenti dei carabinieri hanno consentito di scoprire che la discussione era nata per il più futile dei motivi. Il denunciante aveva lasciato il bidoncino dell’organico a bordo strada, accanto ai contenitori del condominio. Un comportamento – hanno ricostruito i militari dell’Arma – che aveva mandato su tutte le furie il 70enne, il quale riteneva che quel pezzo di strada fosse di sua esclusiva proprietà. «A casa ho delle pistole magnum», sarebbero state le sue parole, «uno di questi giorni ti vengo a trovare a casa… sei un fallito di m…». All’episodio avrebbero assistito anche i familiari della parte offesa, che hanno sostanzialmente confermato i fatti e riferito che il pensionato è solito avere litigi e comportamenti scorretti anche con il resto del vicinato. Durante il controllo nell’abitazione, i carabinieri hanno notato anche quel cartello, accompagnato dall’immagine di una pistola, affisso sulla porta carraia. «Preso atto delle minacce di morte e del clima di grave conflittualità e agitazione venutosi a creare fra le parti coinvolte», riassume la Divisione di polizia amministrativa, «i carabinieri, al fine di impedire che la situazione degenerasse ulteriormente, hanno adottato misure urgenti e indifferibili, procedendo al ritiro cautelare dell’arma e delle munizioni possedute, nonché della licenza di porto di fucile, dandone tempestiva comunicazione alla prefettura». A questo punto, la questura rimarca «la gravità dell’episodio, sia per le minacce proferite che per la futilità dei motivi che hanno determinato la scomposta reazione». La conclusione è che, «in ragione delle prioritarie esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, si richiede che il possessore di porto d’armi abbia una condotta caratterizzata sempre dal pieno e sicuro controllo sui propri impulsi ed emozioni e improntata al vivere sereno e civile». Ecco perché la questura sta valutando di revocare la licenza «per scarsa affidabilità».
Secondo l’anziano, mai in passato finito nei guai per motivi giudiziari, la ricostruzione fatta dal vicino è invece totalmente priva di fondamento. In base alla sua versione, infatti, è stato lo stesso vicino a gridare insulti e minacce del tipo: «Vecchio rimbambito, vedi che ti combino, stai molto attento». Minacce che sarebbero state rivolte anche alla moglie del pensionato e che sono finite al centro di una denuncia. In attesa degli sviluppi giudiziari, toccherà alla questura decidere se ritirare definitivamente il porto d’armi all’anziano.

