Atti negati, carabinieri in Comune
Borse lavoro: documenti non consegnati, l’opposizione chiama il 112
SAN SALVO. Si vedono negare documenti sulle borse lavoro e chiedono l’intervento dei carabinieri. Mattinata concitata ieri al Comune di San Salvo, dove è andato in scena uno strascico della polemica che vede contrapposti amministrazione e parte della minoranza. «Abbiamo telefonato ai carabinieri chiedendo l’invio di una pattuglia perché ci venivano negati i documenti necessari all’espletamento del nostro mandato», raccontano Gabriele Marchese e Nicola Sannino, «quanto accaduto sarà oggetto di successive iniziative, tese a dimostrare che la tanto declamata trasparenza, legalità ed imparzialità dell’amministrazione Magnacca è solo uno slogan elettorale. Nella realtà, invece, si negano diritti alle persone ed agli eletti del popolo e si inducono collaboratori a commettere abusi, per creare un sistema antidemocratico che questa città saprà respingere. Del resto, chi come noi ha amministrato garantendo diritti e doveri, non si piega di fronte a piccoli abusi da operetta. Durante il periodo delle giunte di centrosinistra, mai i consiglieri comunali avevano dovuto chiamare i carabinieri per avere documenti al fine di espletare il loro mandato». La bagarre è scoppiata intorno alle 12. Marchese e Sannino si trovavano nell’ufficio servizi sociali per ritirare i documenti richiesti, necessari per fare piena luce sui metodi con cui sono state concesse le borse lavoro. «Il carteggio ci veniva consegnato ma senza l’elenco degli ammessi e degli esclusi», sottolineano i due consiglieri di minoranza, «che è fondamentale per capire se sono stati penalizzati soggetti in favore di altri». (a.b.)
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