Aule troppo piccole, lezioni via internet

25 Settembre 2020

Scoppia la protesta al liceo scientifico Masci, gli studenti si appellano a Pupillo: «No alla didattica a distanza, tutti in classe»

CHIETI. La gioia di rivedersi dopo la didattica a distanza, ma anche disagi e proteste. Il ritorno in aula dopo 6 mesi all’insegna delle regole anti-coronavirus dentro le scuole, ignorate al di fuori, accende anche la campagna elettorale per il ballottaggio. Da un lato lo sforzo massimo di enti e scuole per riaprire in sicurezza, dall’altro gli studenti costretti ad andare in plessi lontani dalla loro abitazione e anche alla didattica a distanza. Come è successo per una delle quinte del liceo scientifico Masci, diretto da Sara Solipaca, che, non avendo una classe che potesse contenere tutti i 22 studenti previsti, ha deciso che 11 avrebbero seguito in presenza e altri 11 via web. La protesta è partita subito: i ragazzi ieri hanno incontrato il candidato sindaco del centrodestra Fabrizio Di Stefano e il presidente della Provincia, Mario Pupillo. Di Stefano, oltre ad accusare Pupillo di «incompetenza», ha messo a loro disposizione la propria sede elettorale per fare lezione. Pupillo ha, invece, spiegato ai ragazzi che, in questo caso, «la Provincia non c’entra nulla» e ha promesso di cercare di risolvere il problema interessando la Direzione scolastica provinciale. «Abbiamo riunito tutti i dirigenti delle scuole di nostra competenza», ha detto, «per il Masci ci siamo incontrati l’8 settembre e siamo riusciti, non senza problemi, a soddisfare la richiesta della scuola di avere tre aule in più, che abbiamo trovato nella sede del De Sterlich. Non potevano sapere che non erano sufficienti. A Di Stefano dico che da candidato sindaco farebbe meglio a studiare l’organizzazione e la competenza dei vari enti».
Intanto la città si è ripopolata di studenti. Tutti ligi dentro le scuole, salvo poi dimenticare le più elementari regole anti-Covid una volta usciti. Molti i disagi del primo giorno di scuola: «Mia figlia va al convitto Vico», dice un papà, «stamattina c’erano le entrate scaglionate che, però, essendo troppo ravvicinate non funzionavano». Gli studenti hanno invece lamentato gli spostamenti da una sede all’altra: «Noi siamo stati fortunati», dicono Antonio Scipione, Aurora Panara e Michelle Santoferrara, del liceo classico europeo, «perché siamo rimasti dove eravamo, ma alcune classi sono andate alla Sant’Andrea e alle De Lollis».
Spostate anche diverse classi del De Sterlich, allo Scalo, nella sede del Galiani, in centro. Alcune classi dell’Itis sono finite al Pomilio e in questo modo, riferiscono Andrea Mariani e Lorenzo Mancinelli, «ci si è complicato tutto per il trasporto, ora dobbiamo prendere un autobus in più». Mattia Fusco, sempre dell’Itis, è finito, invece, a fare lezione in aula magna, «divisa in quattro classi separate da pannelli». Ma c’è anche chi minimizza come Rebecca Toto, Francesco Bonamassa e Benedetta Ramundi, del liceo Vico: «Tornare a scuola è bellissimo e tutte queste regole alla fine sono meno tragiche di quanto ci aspettavamo». Un giudizio positivo che per il loro prof, Amedeo Matteucci, docente di matematica e fisica, «ripaga dei tanti sforzi fatti per poter continuare a fare lezione in presenza e in sicurezza».