Aumentano le tariffe mensa Ferme quelle degli scuolabus

ATESSA. Il Comune aumenta le tariffe della mensa scolastica e monta la polemica. Dai dati forniti dall'amministrazione comunale, si spendono, per i diversi servizi a domanda individuale, circa 1.000....
ATESSA. Il Comune aumenta le tariffe della mensa scolastica e monta la polemica. Dai dati forniti dall'amministrazione comunale, si spendono, per i diversi servizi a domanda individuale, circa 1.000.280 euro a fronte di un’entrata di circa 486.000 euro con una copertura, quindi, del costo del servizio del 38%. Tenuto conto di questa situazione e dei rilievi fatti dalla Corte dei conti per quanto attiene l’eccessivo ricorso, nel quinquennio 2013-2017, all’anticipazione di cassa e della richiesta anche di una “riprogrammazione” del bilancio, l’amministrazione, “dopo un’attenta valutazione” ha deciso, oltre a dismettere a partire dal primo gennaio 2019 la gestione diretta del mattatoio comunale a causa di una sempre minore utilizzazione e di avviare, entro il 30 ottobre 2018, una procedura per valutare altre forme di gestione del mattatoio, che non siano a carico di tutti i contribuenti, di prevedere una rimodulazione delle tariffe della mensa scolastica, sulla base della effettiva capacità economica delle famiglie (Isee, Indicatore della situazione economica equivalente, che tiene conto di reddito, patrimonio e delle caratteristiche del nucleo familiare).
Restano inalterate, invece, le tariffe per trasporto scolastico, centro anziani, asilo nido e attività sportive giovanili.
«Per la mensa scolastica», dice il vicesindaco Federica Cinalli, assessore al bilancio, «la spesa complessiva è di 257.500 euro a fronte di un’entrata pari a 90.000 euro». La rimodulazione delle tariffe tiene conto della situazione economica delle famiglie è la seguente: fascia Isee da 0 - 5.200 euro, esenzione; da 5.201 a 7.200 euro, 2 euro a pasto; da 7.201 a 12.000 euro, 2,50; da 12.001 a 18.000, 3 euro; da 18.001 a24.000, 3.50 euro; oltre 24.000 euro di Isee, 4 euro a pasto.
«Sull’aumento dei buoni pasto scolastici», afferma Enzo Pellegrini, di LiberAtessa, «ci vuole una gran faccia tosta nel definirli modesti ritocchi. Molti cittadini pagheranno il doppio di quanto hanno pagato gli anni precedenti. La scusa che non ci sono soldi non regge più perché la maggioranza ha a disposizione le stesse somme che abbiamo avuto noi negli anni precedenti».
«Sui buoni pasto», replica Cinalli, «ci vuole il coraggio di LiberAtessa nel criticare una rimodulazione del contributo in base al reddito, ma capiamo che per le “nuove” leve della Lega Nord il principio della progressività, secondo il quale i poveri pagano nulla o poco ed i ricchi di più, è un tabù Per voi il mondo è “flat”: ricchi e poveri tutti uguali, quando si paga».
Matteo Del Nobile
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