Aumenti Tari, battaglia in aula «Colpa di una cattiva gestione»

31 Maggio 2023

Oggi si riunisce il consiglio comunale per approvare le tariffe, quest’anno più alte dell’8 per cento Costa (Forza Chieti): «Riscossione lenta». Colantonio (Lega): «Una batosta per le attività commerciali»

CHIETI. L’aumento dell’8% delle tariffe della Tari deve essere approvato oggi in consiglio comunale. Il costo del servizio, salito a più di 12 milioni (12.196.312, 72 euro per la precisione), a fronte di una percentuale della raccolta differenziata pari al 75 per cento, ha imposto una «rimodulazione» verso l’alto per le utenze domestiche e non, come hanno spiegato il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Chiara Zappalorto.
Questi i punti all’ordine del giorno dell’assemblea, straordinaria e urgente, in programma a partire dalle 18,30: la determinazione del Pef, il piano economico finanziario della Tari 2022-2025; la revisione straordinaria per il 2023 della tassa sui rifiuti; l’approvazione del piano tariffario della Tari del Comune di Chieti; infine, la conferma delle aliquote dell’Imu, l’imposta municipale propria sempre per l’anno in corso. Sugli aumenti l’opposizione è pronta a dare battaglia in aula. «L’aumento della Tari dell’ 8% non è dovuto al predissesto, ma alla cattiva gestione da parte dell'amministrazione», dice il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa. «L’aumento è causato dal fondo di dubbia esigibilità del 2021 creato dalla mancata riscossione del saldo Tari entro il 31 dicembre 2021. Questo a causa delle proroghe che l’amministrazione ha effettuato sul bando Covid che ha fatto ritardare l’emissione della bollettazione avvenuta a dicembre 2021, e ricevuta dai contribuenti nei primi mesi del 2022». Nel 2022 Teateservizi ha emesso i solleciti di pagamento, «non si capisce perché non considerare questa riscossione per evitare di aumentare il fondo», dice sempre Costa.
Un altro dubbio riguarda l’aggio, ossia il costo del servizio di riscossione di Teateservizi, salito dal 2 al 3,75 per cento nel piano concordatario della municipalizzata. «Nel Pef», si chiede Costa, «va verificato quale aggio è stato considerato, quello previsto nel concordato o quello dell'attuale contratto? Se è stato considerato quello del contratto in essere, il Pef non coprirà le spese della Teateservizi».
Critiche sono espresse anche da Mario Colantonio (Lega): «La normativa sul predissesto e sul dissesto consente di modificare la percentuale delle tasse municipali. I nostri costi di servizio erano già lievitati, nonostante abbiamo una raccolta differenziata attenta con una percentuale molto alta, ma che tuttavia non ci porta benefici diretti. Adesso, con gli ultimi aumenti, le aliquote delle tariffe andranno a incidere in primis sulle attività commerciali».
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