«Aumenti Tari legati alla discarica»

5 Gennaio 2024

Zappalorto replica a Costa: «Fino ad ora la decisione non è stata ancora presa»

CHIETI. È la chiusura della discarica Casoni, in via per Popoli, a mettere a rischio gli aumenti della Tari, la tassa dei rifiuti. A dirlo è l’assessore all’Ambiente e Transizione ecologica Chiara Zappalorto che replica agli attacchi del consigliere di opposizione Maurizio Costa. Il consigliere di Forza Chieti aveva denunciato l’aumento dei costi della Tari, la tassa dei rifiuti, di circa «22 euro a famiglia».
«Se lo scorso anno le modifiche impercettibili che ci sono state erano legate all’indice Istat e non determinate dall’amministrazione», chiarisce Zappalorto, «quest’anno se ci dovessero essere, perché ad oggi nulla è cambiato, sono comunque collegate alla inevitabile chiusura della discarica, che noi non vediamo come un problema in più, ma un carico in meno su un territorio che ha già sofferto abbastanza».
Poi la replica al consigliere Costa: «Vogliamo tranquillizzare i cittadini sulla Tari e sul costo del servizio di raccolta dei rifiuti», aggiunge Zappalorto, «perché i nostri progetti per il nuovo anno non sono l’aumento dei costi, ma un servizio migliore e meno ipoteche sul territorio della città. Vero è che la discarica è chiusa e si sta cercando un nuovo gestore temporaneo, in attesa che Agir definisca il nuovo appalto per il 2024, dunque le rimodulazioni se ci saranno dipenderanno da quello, ma i costi del servizio saranno contemperati anche dall’andamento della raccolta differenziata. Così com’è vero che non è previsto alcun aumento della Tari. Il consigliere Costa, invece, dà per scontati gli aumenti, ma forse perché troppo alle prese con la campagna elettorale di un consigliere regionale uscente, ha letto nuovamente male le carte ed ha nuovamente dimenticato di formulare una proposta, infatti non si pone affatto il problema del luogo dove conferire a fronte del fine vita della discarica. Cosa dobbiamo pensare che lui avrebbe preferito un ampliamento di Casoni con la speranza di tenere bloccati i costi? Perché questa è la conseguenza del suo ragionamento, lasciare tutto com’era, anzi allargare il perimetro dell’impianto per lasciare tutto com’era, scenario che sembra scollegato totalmente dalla realtà e da ciò che rappresenta per l’ambiente e per la comunità avere un impianto a fine vita e andare a conferire altrove, il tutto cercando le migliori condizioni per l’utenza come invece sta facendo l’amministrazione». (e.g.)
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