Auto d’epoca, arriva la stangata

L’associazione Old Motors d’Abruzzo si mobilita contro gli aumenti
CHIETI. Fermare gli aumenti vertiginosi della tassa di circolazione per auto e moto storiche certificate immatricolate tra venti e trenta anni fa, che finora hanno goduto di un regime fiscale agevolato. Old Motors club d'Abruzzo, la prestigiosa associazione regionale che riunisce centinaia di proprietari di pregiati veicoli storici, è al lavoro per evitare che passi anche in Abruzzo la norma introdotta dalla Legge di stabilità che equipara una parte rilevante del parco iscritto all'Asi (Automotoclub storico italiano) ai mezzi di più recente immatricolazione. Fabio Di Pasquale e Nino Di Fazio di Old motors hanno interessato i vertici nazionali dell'Asi per studiare una via di uscita dal problema che rischia di cancellare dai raduni abruzzesi decine di veicoli storici. L'altro ieri sera è giunto da Torino il presidente dell'Asi, l'avvocato Roberto Loi, e ieri mattina la delegazione ha avuto un incontro in Regione. «Abbiamo avuto disponibilità e sostegno da parte del presidente Luciano D'Alfonso», ha spiegato Di Pasquale subito dopo la riunione, «e un appoggio sicuro nella prossima conferenza Stato-regioni dove la Regione Abruzzo sosterrà le nostre tesi. Si dovrà lavorare insieme sull'immediato», prosegue l'esponente di Old Motors, «per riuscire a aggirare l'ostacolo della penalizzazione delle nostre vetture nella Legge di stabilità per tutelare sia i proprietari dei veicoli in questione, sia l'indotto che gli stessi creano». Tra i più colpiti dalla misura sono i proprietari di auto sportive, visto che il calcolo della tassa avviene sulla base dei cavalli effettivi, con punte tra i 1.500 e i 2.000 euro l'anno. (f.b.)

