Auto danneggiate dai massi caduti dal tetto della chiesa

GUARDIAGRELE. Tragedia sfiorata a Guardiagrele, dove una grossa pietra caduta l’altra mattina dal tetto della trecentesca chiesa di San Francesco, nella centralissima e omonima piazza, ha centrato...
GUARDIAGRELE. Tragedia sfiorata a Guardiagrele, dove una grossa pietra caduta l’altra mattina dal tetto della trecentesca chiesa di San Francesco, nella centralissima e omonima piazza, ha centrato prima una Fiat Panda di proprietà dell’imprenditore edile Donato Ranieri, distruggendole il tetto. La pietra è poi rimbalzata sulla fiancata di una Volkswagen Golf, parcheggiata vicino, e procurando anche in questo caso danni alla vettura. Fortunatamente, in quell’istante negli abitacoli delle due macchine non c’era nessuno, e per strada non c’erano passanti a rischiare di fare da bersagli.
«La macchina», spiega l’imprenditore Ranieri, «l’avevo parcheggiata sul posto poco prima, dopo averla tirata fuori dal vicino garage. Un attimo di ritardo e sarebbe potuta accadere una tragedia». Il sindaco Simone Dal Pozzo che in quel momento transitava nella zona per recarsi in municipio, notando che sul cornicione del tetto vi erano altre pietre pericolanti, ha immediatamente allertato i vigili del fuoco e gli uomini della polizia municipale, che hanno subito provveduto a transennare l’area e a bloccare il traffico lungo via San Francesco.
La squadra dei vigili del fuoco ha poi lavorato l’ intera mattinata per rimuovere tutte le pietre pericolanti e per mettere in sicurezza l’edificio. Prima di dichiarare il cessato allarme i vigili hanno verificato che non ci fossero altre parti del cornicione a rischio crollo.
Poco dopo, nel vicino largo Faricciola, altri due massi, agevolati anche dal ghiaccio, sono scivolati dal tetto di una abitazione finendo su due auto parcheggiate e danneggiandole. Anche in questo caso, per pura fatalità, non si sono registrati danni alle persone. Sempre nel centro storico, resta intanto ancora chiusa per il crollo di un camino, una delle entrate al frequentatissimo vicolo Michelino, dove si trovano gli ambulatori di tre medici di base.
Giovanni Iannamico
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