Auto in fiamme, è un nuovo corto circuito

San Salvo. Ennesimo veicolo distrutto dal fuoco. Ma c’è il sospetto che gli incendi siano causati ad hoc
SAN SALVO. È successo ancora. Una vettura Citroen C3 è andata in fiamme ieri pomeriggio pochi minuti dopo le 15 in via Istonia, a San Salvo. Ancora una volta a causare l’incendio sarebbe stato un corto circuito. La prima fiammata si è accesa mentre l’auto era in movimento. Il conducente, C.D.C., barista di San Salvo, ha fatto appena in tempo a fermare l’auto e a scendere. Pochi secondi dopo con un boato il fuoco ha avvolto la Citroen. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco e la polizia locale diretta dal comandante Vincenzo Marchioli. Le fiamme, stando al racconto dell’automobilista, sono partite dalla parte anteriore dell’auto e nel giro di pochi minuti hanno avvolto completamente l’utilitaria. Via Istonia è stata chiusa al traffico per permettere le operazioni di spegnimento.
Il rogo di ieri allunga la lista delle auto a fuoco in città e nel territorio per colpa di corti circuiti. Solo due settimane fa analoga sorte era toccata ad una Fiat Punto andata in fiamme non lontano da piazza Arafat, a San Salvo Marina. Le fiamme distrussero completamente la Fiat Punto. A bordo del veicolo c’erano due persone che sono subito scese. Hanno fatto in tempo a mettersi al sicuro prima che la Punto si trasformasse in un enorme falò.
Il 14 giugno un’altra auto era stata distrutta dal fuoco a San Salvo allo stesso modo: una fiammata seguita da un boato e da un’alta colonna di fumo denso e nero. Anche allora gli investigatori parlarono di corto circuito. Tre corti circuiti in meno di un mese fanno allarmare e inducono una buona fetta di cittadini a sospettare che quegli incendi possano essere stati provocati con manomissioni ad hoc. Fino a oggi nessun automobilista ha riportato lesioni ma sono in tanti a chiedere alle autorità preposte di eseguire controlli e accertamenti per scoprire la causa del moltiplicarsi di corti circuiti. Il fuoco purtroppo cancella tutto. Non è quindi una impresa facile fare le verifiche. L’unico aiuto potrebbe arrivare dalla videosorveglianza. Se la zona in cui era parcheggiata l’auto andata a fuoco è vigilata dalla videosorveglianza, i filmati potrebbero raccontare se qualcuno si è avvicinato al veicolo. Ai corti circuiti si aggiungono i roghi dolosi: da inizio anno l’elenco è piuttosto lungo. (p.c.)
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