Auto travolta dal treno merci: i due conducenti sono indagati

30 Luglio 2021

La procura di Lanciano apre un fascicolo per lesioni stradali colpose dopo l’incidente di Fossacesia Il semaforo funzionava, la prima ipotesi: schianto provocato da una disattenzione dell’automobilista

FOSSACESIA. La Procura di Lanciano ha aperto un’inchiesta per lesioni stradali colpose sullo schianto tra un’auto e un treno merci della Sangritana. Il conducente della vettura e il macchinista sono indagati, un atto dovuto in questa fase delle indagini. La Kia Rio su cui viaggiava la famiglia di Lanciano è stata agganciata dal locomotore diesel della Sangritana e trascinata per 400 metri. Il papà di 27 anni, la madre di 22 e il loro figlioletto di appena 7 mesi sono rimasti feriti, per fortuna in modo non grave. Il giovane conducente, S.T., e il piccolo hanno riportato lievi ferite, mentre la mamma, M.T., ha avuto una prognosi di 30 giorni per la frattura di una gamba. Per come è andata, sono dei miracolati. L’incidente è avvenuto alle 17,15 di mercoledì in località La Selva, a Fossacesia. S.T., con moglie e figlio, era partito da Lanciano per raggiungere Torino di Sangro, dopo avere avuto notizia della morte del padre, N.T., operaio 60enne alla Sevel, trovato senza vita nella propria abitazione. Dell’uomo non si avevano notizie da settimane, fino alla tragica scoperta del corpo in avanzato stato di decomposizione. Avvisato della disgrazia dalle forze dell’ordine, il figlio si era messo in auto con la famiglia e, per cercare di raggiungere la destinazione nel minor tempo possibile, si era affidato al navigatore, che lo ha portato a percorrere strade in aperta campagna.
Per i carabinieri di Fossacesia e del Radiomobile di Ortona, diretti dal capitano Luigi Grella, all’origine dell’incidente ci sarebbero una grossa disattenzione alla guida e la scarsa conoscenza della strada. Arrivato così al passaggio a livello senza sbarre, ma segnalato da allarme acustico e luminoso, il conducente non si è accorto dell’arrivo del treno carico di furgoni della Sevel ed ha impegnato la strada ferrata. L’auto ha impattato il locomotore a metà motrice ed è stata trascinata per circa 400 metri lateralmente alla banchina delle rotaie, per fortuna senza incontrare pali o altri ostacoli. La vettura ne è uscita comunque martoriata. Per liberare dalle lamiere la giovane madre, che viaggiava al lato passeggero, i vigili del fuoco di Lanciano hanno impiegato 20 minuti. Le indagini, coordinate dal pm Serena Rossi, vanno avanti. I carabinieri hanno sequestrato l’auto e la centralina elettrica del passaggio a livello. Come emerso dai primi riscontri, però, l'impianto ha funzionato.
Il macchinista viaggiava a vista in quella tratta, a 30 chilometri orari, e appena ha notato l’auto ha attivato i freni di emergenza. Hanno dato esito negativo gli accertamenti sullo stato psicofisico del conducente e del macchinista.
«A presidio del passaggio a livello ora c’è una guardia giurata», dice l’amministratore unico di Sangritana, Alberto Amoroso, intervenuto subito sul luogo dell’incidente insieme a tecnici della società e della Tua (gestore della tratta), «e vi resterà fino a quando non avremo il via libera della Procura, per assicurare che il passaggio dei treni avvenga in sicurezza per tutti».
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