Autobus a fuoco, salvi otto passeggeri

Tragedia sfiorata in centro, l’autista della Satam fa scendere tutti mentre il mezzo e tre auto vengono avvolti dal rogo
CHIETI. «Attenzione, l’autobus va a fuoco», urla Giorgio Pica, un automobilsta, dalla corsia opposta. Juri Pardi, autista teatino della Satam Panoramica, guarda lo specchio retrovisore e schiaccia d’istinto il pedale del freno. La coda del bus della linea Pescara-San Giovanni Teatino-Chieti è avvolta dalle fiamme alte già cinque metri. Pardi non perde il controllo di sè: spalanca le porte e fa scendere i passeggeri in via Silvino Olivieri, davanti al civico 111, quindi a pochi metri dalla rotatoria di via Arenazze. E’ una questione di secondi. L’autista della società dell’imprenditore dei trasporti Sandro Chiacchiaretta sa che il mezzo può anche esplodere. Ma lui ha i nervi saldi. Aiuta personalmente due anziani ad abbandonare il mezzo, poi impugna un estintore e corre verso la coda del suo autobus. Scarica tutto il contenuto, quindi torna nel mezzo e prende un secondo estintore. Ma tentare di spegnere quell’inferno con due piccole bombole antincendio è come fermare il mare con una mano. Le fiamme si alzano e si estendono anche a tre autovettore, una Honda Crv, una Renault Clio e una Fiat Panda, parcheggiate a pochi metri di distanza, mentre Pardi chiama con il cellulare i vigili del fuoco, ma Pica l’ha già fatto. E i vigili impiegano pochissimo ad arrivare dalla caserma di via Masci fino in via Olivieri. Il rogo è scoppiato alle 19: dieci minuti dopo una squadra con un autobotte sta già correndo verso il centro di Chieti che ormai è bloccato. Da quel lato la città diventa inaccessibile. Le strade vengono chiuse mentre sul posto arriva una pattuglia della volante anch’essa molto tempestiva. Le foto del rogo cominciano subito a girare sui social. Sono drammatiche. Qualcuno riesce a scattarle mentre le fiamme avvolgono il mezzo e lo divorano. Molti lettori contattano la redazione del Centro per inviare immagini scattate anche da Brecciarola da dove era possibile vedere un lungo e vasto pennacchio di fumo che si alzava dal colle. Poteva essere una tragedia senza precedenti se Pica non si fosse trovato a passare in quel momento in via Olivieri mentre l’autobus percorreva la strada in senso opposto e in direzione del centro della città. Perché il rogo? A rispondere è direttamente l’imprenditore della Satam-Panoramica: «Si è surriscaldata una turbina. Il mezzo era revisionato e andava bene, almeno fino a pochi secondi prima. E’ un incidente imprevedibile, può succedere», dice Chiacchiaretta. Ed è successo. Per fortuna senza vittime.

