Avvocati, ora è corsa a tre per la presidenza

5 Agosto 2019

Oggi c’è la riunione per eleggere il successore di Tenaglia: si candidano Tatozzi, Schiazza e Giammarco

CHIETI. Stamattina è in programma la prima riunione del nuovo consiglio dell’ordine degli avvocati per eleggere il successore di Pierluigi Tenaglia. In tre puntano ufficialmente alla presidenza: Goffredo Tatozzi, Amalia Schiazza e Matilde Giammarco. Ma non sono da escludere sorprese. Verranno assegnati anche gli incarichi di segretario e tesoriere.
L’assemblea è stata convocata dopo che, alle elezioni del 29 e 30 luglio scorsi, nessuno dei raggruppamenti ha raggiunto la maggioranza: 5 consiglieri sono riconducibili alla lista di Tatozzi (oltre al candidato presidente, Gabriella Luccitti, Angela Davide, Fabio Palermo e Augusto Di Boscio), 5 a quella di Schiazza (al suo nome si aggiungono Gianluigi Di Tizio, Antonello Remigio, Diego Bracciale e Cecilia Crocetta) e uno, Giammarco, è espressione della lista di Marco Femminella (non eletto). Le trattative sono andate avanti fino alla tarda serata di ieri, ma un’intesa non è stata ancora raggiunta. Ecco perché non è da escludere neppure un rinvio. Negli ultimi giorni i tre candidati hanno inviato una lettera ai colleghi facendo il punto dopo le elezioni dei consiglieri. «Non posso nascondervi», ha scritto Tatozzi, il più votato con 277 preferenze, «che l’aver ottenuto quasi il 50% dei consensi mi riempie di orgoglio, siccome dimostra che tanti colleghi hanno apprezzato il lavoro svolto negli anni a difesa dell’avvocatura, soprattutto in seno alla camera penale».
Nelle scorse ore appariva sempre più vicina una convergenza sul nome di Giammarco. Tant’è che Schiazza, in un messaggio recapitato ai colleghi, aveva scritto: «Qualora Giammarco abbia la possibilità, come pare, di avere da altro raggruppamento i voti sufficienti al raggiungimento di tale obiettivo, dichiaro sin d’ora che non mi frapporrò a che ciò avvenga, senza, tuttavia, che ciò appaia come una rinuncia da parte mia ma lasciando i consiglieri eletti nel mio raggruppamento liberi di esprimere la propria preferenza senza dare alcuna indicazione». Ma, alla vigilia del consiglio di oggi, sembra essere tornato tutto in bilico. «Ritengo opportuno condividere con tutti voi», ha sottolineato invece Giammarco, «la volontà di proporre la mia candidatura alla presidenza alla luce degli equilibri emersi dopo la tornata elettorale, nello spirito di favorire in questo modo una soluzione di ampia condivisione consapevole che la carica non può mai essere un fine ma solo un mezzo». (g.let.)