Azione Civile: «Chiarezza su Punta Aderci»

Vasto. Il gruppo politico interviene sul piano di assetto naturalistico: troppi silenzi sul documento
VASTO . «Chiarezza sul piano di assetto naturalistico della riserva di Punta Aderci, sugli indirizzi politici e sulle deroghe urbanistiche». A chiederlo è Azione Civile Abruzzo, movimento politico guidato da Antonio Ingroia, ex pm e oggi avvocato antimafia, nel cui mirino è finita la revisione dello strumento di programmazione dell’area protetta che da alcuni giorni è al centro del dibattito pubblico. «Finalmente se ne parla, dopo due anni di voci che si rincorrono, grazie al Forum civico ecologista e alla consigliera comunale Dina Carinci», attaccano i referenti della forza politica, «senza l’interrogazione presentata in consiglio comunale dalla pentastellata e le prese di posizione del Forum il recente dibattito non sarebbe mai sorto. Perché dopo quasi un intero mandato amministrativo solo grazie ad un movimento civico e ad una consigliera di opposizione la massima assise comunale, e così la cittadinanza, ha potuto ascoltare alcune parole dall’assessore all’ambiente Paola Cianci?».
Poi aggiungono: «La stessa che, nel settembre scorso, diede appuntamento entro il mese successivo per un incontro pubblico sul tema, che non si è mai tenuto. In un recente comunicato stampa il sindaco Francesco Menna e l’assessore Cianci hanno scritto che la stesura, affidata ad esperti, è in corso. Perché non appaiono all’albo pretorio delibere, determine o altro documento pubblico su quest’affidamento? Chi sta studiando e lavorando a questo nuovo importantissimo documento programmatico? La domanda non è peregrina, anzi, è doverosa perché è diritto della cittadinanza e dei “portatori d’interesse diffuso” esserne a conoscenza. E sarebbe doveroso da parte di chi gestisce la cosa pubblica far si che questo accada. Non è una pretesa nostra, di attivisti ambientalisti o altri, ma è lo spirito di direttive europee e della legislazione italiana che sulle questioni ambientali hanno uno dei principi cardine nella partecipazione pubblica».
Azione civile chiede, in particolare, che si faccia luce su due concetti centrali: fruibilità turistica e deroghe urbanistiche «perché deroghe, cubature e immobili vengono realizzati su iniziativa di privati che richiedono autorizzazioni pubbliche». Il riferimento è agli aumenti di volumetria previsti per il recupero dei casolari esistenti. Il timore degli ambientalisti è che le misure incentivanti contemplate nel piano di assetto naturalistico della riserva contribuiscano a stravolgere l’area protetta. (a.b.)

