Badanti, vertenze in aumento La Cgil: complicato accertare

25 Gennaio 2019

VASTO. La popolazione anziana a Vasto e nel Vastese cresce. Cresce la richiesta di badanti e collaboratrici domestiche e sempre più spesso si scatenano guerre in casa tra famiglie e lavoratori...

VASTO. La popolazione anziana a Vasto e nel Vastese cresce. Cresce la richiesta di badanti e collaboratrici domestiche e sempre più spesso si scatenano guerre in casa tra famiglie e lavoratori domestici. Negli ultimi dieci anni, c’è stato un boom di vertenze inerenti il settore. Raccogliere i numeri non è semplice perché non tutte le badanti che hanno deciso di rivendicare eventuali diritti si rivolgono al sindacato. Le vertenze tra famiglie - datori di lavoro e personale domestico - registrano un aumento pari al 5%. Nel 2017 si è raggiunto il picco.
«Nel 2018 la situazione è stata più o meno simile all’anno precedente», dice Maria Massa, dell’Ufficio vertenze della Cgil. Agli sportelli dei sindacati le pratiche sono diverse decine. Varie le motivazioni. Nel 50% dei casi ad essere contestata dai lavoratori è una differenza tra le ore di lavoro realmente effettuate e quelle pagate. Nel 35% si tratta di lavoro in nero. Il 10% è per il mancato versamento del contributo per le coperture sanitarie integrative. Il cuore del problema, dunque, è rappresentato proprio dal lavoro non regolarizzato.
«Trattandosi di lavoro domestico», dice Maria Massa, «diventa complicato fare accertamenti e stabilire se una badante lavora per 25 ore o molto di più. Proprio per questo nella maggior parte dei casi si cerca un accordo bonario».
Certo è che il problema sta creando non pochi problemi. Cresce anche la diffidenza delle famiglie. Al momento dell’assunzione la lavoratrice accetta certe condizioni, poi informata da colleghe o conoscenti, passa al contrattacco. I contributi da versare sono elevati anche se il settore è avvantaggiato. Spesso la famiglia che ha bisogno di una badante non ha un grosso reddito. «È sempre più conveniente versare i contributi», spiega Maria Massa, «piuttosto che pagare poi in un’unica soluzione con l’aggiunta delle spese legali. Certo è che gli stessi sindacati ammettono che si tratta di una guerra fra poveri. Anche per questo i giudici preferiscono privilegiare la strada conciliativa. Le vertenze non riguardano solo le straniere e non solo le badanti ma anche il personale addetto alle pulizie domestiche. Un settore nel quale cresce la consapevolezza dei diritti. Fra di loro ormai c'è una sorta di passaparola. I giudici certo sono sempre più attenti nel valutare le situazioni e giustamente pretendono che chi presenta una vertenza per ottene ciò che chiede debba dimostrare ciò che denuncia. Da qui l’aumento di accordi bonari che si traducono in esborsi per le famiglie. (p.c.)
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