Bagni sconsigliati a Fosso Marino

Balneazione: il canale che sfocia vicino al pontile resta sorvegliato speciale nonostante il risanamento
VASTO. La situazione non è tale da determinare pericolo per la salute pubblica, ma va monitorata con cadenza quindicinale e vanno adottati provvedimenti per impedire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento. Continua a essere un “sorvegliato speciale” Fosso Marino, il canale che sfocia vicino al pontile dove nel 2011 sono stati apposti due divieti di balneazione in pieno Ferragosto.
Nonostante i lavori di risanamento eseguiti dal tandem Comune-Sasi e gli interventi messi in atto per la eliminazione degli scarichi abusivi, Fosso Marino continua a dare grattacapi. È di questi giorni l’ordinanza con cui il sindaco Luciano Lapenna ha disposto l’ installazione di un cartello con il quale viene sconsigliata la balneazione. Con lo stesso provvedimento vengono apposti divieti di balneazione temporanea a 300 metri a sud della foce del torrente Lebba e nella zona antistante il Fosso della Paurosa, un torrentello che attraversa la riserva naturale di Punta Aderci, il cui inquinamento - è stato accertato - risale al cattivo funzionamento del depuratore del carcere.
In tutti e tre i punti i tecnici dell’Arta (Agenzia regionale per l’ambiente), hanno accertato il superamento dei parametri fissati dalla legge. «L’ordinanza fa riferimento ai campionamenti effettuati nel quadriennio 2010-2013», spiega Vincenzo Sputore, assessore all’ambiente, «sono convinto che con le prossime analisi la situazione sarà migliorata. Del resto l’amministrazione comunale in questi ultimi tre anni non è stata con le mani in mano: oltre ai lavori per il risanamento igienico di Fosso Marino, sono stati individuati anche una serie di scarichi abusivi da parte di alcuni complessi residenziali che ora si sono messi in regola. Il fatto stesso che la Fee ci ha attribuito la Bandiera blu anche per la stagione balneare 2014 è indicativo di tutti gli sforzi messi in campo per risolvere annose problematiche», conclude Sputore.
Non la pensano così le minoranze consiliari, secondo le quali si tratta di interventi non risolutivi. «La verità è che l’impianto per la captazione delle acque bianche realizzato dalla ditta De Francesco e costato 400mila euro, non è mai entrato in funzione», sostiene Nicola Del Prete, consigliere comunale indipendente, «ma ci sono anche altre ipotesi da valutare, come l’eventuale rottura della rete fognaria o la possibilità che si sia verificato un problema serio di inquinamento sabbioso. Siamo comunque in presenza di problematiche che questa amministrazione comunale è incapace di risolvere», chiosa l’esponente della minoranza consiliare.
Una cosa è certa: vasche di raccolta e nuove condotte non sono riuscite a eliminare gli inconvenienti. Anche la Sasi si è mobilitata per evitare sversamenti in mare, provvedendo a costruire una seconda vasca di raccolta (vicino a quella già esistente) nei pressi dell’ex mercato ittico della Marina, per un investimento di circa 100mila euro. Le altre opere programmate sono il raddoppio della condotta fognante da parte della società che gestisce il servizio idrico e la rinaturalizzazione di Fosso Marino con la piantumazione di specie arboree a carico del Comune.
Anna Bontempo
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