Ball torna a parlare: «Non vogliamo abbandonare l’Italia»

24 Novembre 2018

L’ad Garbellini interviene dopo i licenziamenti decisi in silenzio Ma i sindacati non gli credono: «L’azienda finirà all’estero»

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. La vertenza Ball sempre più alla ribalta nazionale. Dopo il collegamento con la fabbrica di San Martino sulla Marrucina della trasmissione L’Aria che tira, in onda sulla 7, ieri mattina c’è stato anche un collegamento su Rai 1. Sarà stato forse tutto questo clamore a far uscire allo scoperto il vertice Ball che nega la delocalizzazione all’estero e parla solo di volontà di trasferire tutto a Nogara, in provincia di Verona.
A parlare la Ball è Lorenzo Garbellini, amministratore delegato di Ball Beverage Packaging Italy: «Alcune notizie apparse sui media nelle ultime settimane hanno riferito che Ball avrebbe intenzione di lasciare l’Italia e delocalizzare la produzione in Serbia: questa informazione non è corretta.
La fornitura di lattine “sleek” al mercato italiano provenienti dagli stabilimenti in Serbia e in Spagna avverrà solo per parte del 2019, dopodiché lo stabilimento di Nogara provvederà alla fornitura di questa tipologia di lattine al mercato italiano. Abbiamo già informato i nostri clienti italiani che, a partire dal quarto trimestre 2019, riceveranno la forniture di lattine “sleek” dallo stabilimento di Nogara». Garbellini ha anche aggiunto che, «come parte del processo negoziale con il sindacato, Ball ha offerto alcune opzioni di ricollocamento da San Martino ad altre posizioni in Ball Beverage Packaging Europe».
Sono stati i sindacati a sollevare il dubbio che si tratti di una delocalizzazione in piena regola. «Sinceramente», spiega Andrea De Lutis della Fiom Cgil, «non capiamo la logica di spostare la produzione, fuori Italia, in Spagna e in Serbia, per alcuni mesi e poi ritrasferirla in Italia. Non ha senso».
«La proprietà ha presentato una procedura che fin dall’inizio ha suscitato molte perplessità», ha aggiunto Dorato Di Camillo della Fim Cisl, «noi non abbiamo capito, ad esempio, perché spostare la produzione a Nogara, visto che il sito di San Martino produce più utili di Nogara a costi inferiori. Secondo i dati, produrre mille lattine a San Martino costa poco più di 3 euro, mentre a Nogara circa 9 euro. Non c’è vantaggio economico, che ci sarebbe, invece, se spostassero la produzione all’estero».
E intanto oggi in Provincia, a Chieti, c’è il vertice con i parlamentari. A ricordarlo è stato ieri anche il sindaco di Roccamontepiano Adamo Carulli: «Dobbiamo impedire», ha detto, «questo impoverimento sistematico del territorio. Un modo di operare che non lascia nulla. Nemmeno la speranza di un futuro migliore».