Ball, trovato l’accordo incentivi per i 70 licenziati

21 Dicembre 2018

Raggiunta l’intesa tra azienda e sindacati. Oggi in programma la firma in Regione La Cisl: «Non ci sarà cassa integrazione ma accompagnamento all’esodo»

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Alla fine si trova l’accordo. Dopo una notte nera, passata sui tavoli romani del ministero dello Sviluppo economico senza arrivare a un’intesa, l’incontro di ieri in Regione è stato risolutivo. «È il miglior accordo possibile, data la situazione», dice Andrea De Lutis della Fiom Cgil, non nascondendo, però, l’amarezza per i risultati che non raggiunti. Il sindacato ha chiesto invano la cassa integrazione per un anno e avrebbe voluto maggiori assicurazioni per la reindustrializzazione del sito. Obiettivi che non si è riusciti a cogliere. «Anche se», avverte Dorato Di Camillo della Fim Cisl, «sulla reindustrializzazione e la conseguente rioccupazione stiamo ancora trattando e possiamo ancora ottenere risultati importanti». Quello firmato ieri in Regione è, infatti, solo un pre-accordo, che deve ancora essere integrato sulla questione della cessione del sito industriale di Campotrino. Non ci sono problemi, invece, per quanto riguarda gli incentivi economici per i lavoratori, giudicati sufficienti non solo dai sindacati ma anche dagli stessi dipendenti che ieri, dopo l’incontro in Regione, hanno votato all’unanimità l’ipotesi di accordo. Questa mattina alle 9 sindacati e rappresentanti dell’azienda di lattine si vedranno nuovamente in Regione per mettere a punto gli ultimi pezzi dell’intesa e finalmente firmarla. Non c’è più tempo per problemi o ripensamenti. L’azienda ieri si è presentata con un aut aut: o si trovava l’intesa oppure nulla. Per fortuna l’accordo è stato trovato e l’azienda si è impegnata ha posticipare di qualche giorno la procedura di licenziamento, che ora non scade più a Natale ma il 31 dicembre. Un gesto puramente simbolico, ma comunque importante.
L’INCONTRO FIUME AL MISE. Era finito davvero male l’incontro di mercoledì sera a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico. Alle 2,30 della notte sindacati e azienda si erano alzati dal tavolo senza accordo. Niente cassa integrazione, niente assicurazioni sulla reindustrializzazione e niente intesa sugli incentivi. All’incontro ministeriale avevano preso parte i sindacati, nazionali e locali, il presidente della Regione Giovanni Lolli, alcuni sindaci del territorio, e per la multinazionale l’avvocato Livio Bossotto. Una folta delegazione di lavoratori, aveva atteso pazientemente fuori dal Ministero. Ma il rientro in Abruzzo, ieri mattina alle 5, era stato per tutti molto mesto.
AUT AUT DELL’AZIENDA. La multinazionale, però, era stata chiara: o si firma l’intesa subito, oppure non se ne fa nulla, incentivi compresi. Con questo clima, decisamente avvelenato, è ripreso l’incontro di ieri in Regione con l’avvocato Bossotto, i sindacati territoriali e Lolli. «Dopo quello che era successo nella notte», svela De Lutis, «non sapevamo neanche se presentarci al tavolo regionale. Non sapevamo, cioè, se c’era ancora la possibilità di trattare».
L’ACCORDO SUGLI INCENTIVI. E invece il clima si è rasserenato e sugli incentivi economici da dare ai lavoratori si è arrivati a un punto fermo. «Almeno su questo punto abbiamo in mano un buon accordo», conferma Di Camillo. La piattaforma prevede una base fissa per tutti, più una parte variabile a seconda dell’anzianità. Chi ha superato i 50 anni avrà un ulteriore quota oltre a una somma per il mancato preavviso. Chi decide di andare a lavorare fuori Italia nelle altre sedi del gruppo, avrà diritto alla metà degli incentivi.
LA REINDUSTRIALIZZAZIONE. Resta aperta la questione sul futuro del sito, per il quale sono arrivate già due manifestazioni d’interesse. L’azienda ieri ha mostrato aperture sulla possibilità di cederlo o di venderlo a un prezzo più basso di quello di mercato. L’obiettivo dei sindacati è ora quello di inserire nell’accordo una clausola che tuteli i 70 lavoratori licenziati. Si vorrebbe, cioè, legare la cessione del sito all’impegno di rioccupare i lavoratori. Ma di questo si riparlerà oggi in Regione per la firma definitiva. All’incontro i sindacati si presentano con il voto unanime di tutti i dipendenti che hanno detto sì all’intesa. «Questa unanimità per noi significa molto», conclude De Lutis, «vuol dire che è chiaro a tutti che di più non si poteva ottenere. Abbiamo avuto il massimo possibile e per ottenerlo abbiamo fatto davvero di tutto».
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