Banchi alimentari al mercato, la sperimentazione non decolla

Solo cinque richieste, appello dall’assessore Troilo: «Fatevi avanti, la proposta è stata migliorata» Ma Confesercenti protesta: «Il bando è da cambiare, assurdo escludere il settore ortofrutticolo»
LANCIANO. Poche domande sono arrivate, finora, per il bando che assegna i posteggi del “food” nel mercato del sabato in piazza Unità d’Italia, e che scade il prossimo 11 dicembre. Da un lato l’assessorato alle attività produttive lancia un appello agli operatori, dall’altro Confesercenti ne spiega le reticenze: «Limitazioni di tempo e alle categorie merceologiche, le imprese sono disincentivate».
In questi giorni, intanto, il settore Attività produttive ha pubblicato l’avviso pubblico per l'assegnazione di ulteriori 26 posteggi, sui 43 rimasti liberi, per la vendita di prodotti non alimentari. La concessione avrà una durata di 9 anni, fino al 31 dicembre 2032. Le domande vanno presentate entro il 29 dicembre prossimo. Ci sono ancora dieci giorni, invece, per il bando del “food”, per l'assegnazione, in via temporanea (12 mesi) e sperimentale, di 17 posteggi per vendita e somministrazione di prodotti alimentari – esclusi i prodotti ortofrutticoli freschi – e fiori nel mercato del sabato.
«Al momento sono arrivate solo cinque richieste», dice l’assessore alle attività produttive Maria Ida Troilo, che ha fortemente voluto il ritorno di un’area “food” dopo la sperimentazione di sei mesi durante l’amministrazione Pupillo, per provare a rilanciare un mercato settimanale che una volta era il secondo d’Abruzzo e invece oggi vive una crisi senza precedenti. «La scadenza è l’11 dicembre, è un appello che faccio agli operatori a partecipare, a darsi la voce. Abbiamo fatto tanto, come amministrazione, per riproporre una sperimentazione del settore alimentare, migliorandola con la concentrazione delle bancarelle in una stessa area, quella davanti alla scuola Principe di Piemonte».
Ma sul bando confezionato dal Comune la Confesercenti, che ha partecipato a numerosi incontri, muove più di una critica: «Siamo stati noi a chiedere che tornasse un’area per il food nel mercato del sabato», dice Viviana Natale, direttore di Confesercenti Lanciano, «da allora, però, è passato più di un anno, siamo in un periodo storico non facile, le imprese hanno timore ad aprire nuove attività. Chi ha già partecipato alla prima sperimentazione, poi, deve rifare tutto da capo, spendendo circa 250 euro per tutta la pratica e con quale garanzia? Che fra un anno finisca tutto di nuovo? E poi non capiamo su quale base siano state decise limitazioni alle categorie merceologiche, con l’esclusione dell’ortofrutta. Non ci dicano per evitare la concorrenza con il mercato coperto di piazza Garibaldi», sottolinea Natale, «lì si tratta di prodotti locali, stagionali e a chilometro zero, mai vi troveremmo ananas, papaya o avocado, ad esempio. Anche giuridicamente si tratta di imprese diverse, le une agricole e le altre commerciali. A questo punto in concomitanza con il mercato coperto, dove tra l’altro si vendono anche latticini, dovrebbero chiudere tutti i negozi di ortofrutta. Non abbiamo percepito una motivazione forte alla base di questa scelta», conclude Viviana Natale, «per cui chiediamo all’amministrazione di fornircela oppure di eliminare dal bando l’esclusione dell’ortofrutta».
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