Banda dei kalashnikov Oggi dai giudici gli ultimi due arrestati

VASTO. Sono stati gli ultimi ad essere arrestati. Vincenzo Sciusco, 44 anni, e Leonardo Caputi, 37 anni, entrambi di Cerignola, gli ultimi due componenti la “Banda del kalashnikov” che il 14...
VASTO. Sono stati gli ultimi ad essere arrestati. Vincenzo Sciusco, 44 anni, e Leonardo Caputi, 37 anni, entrambi di Cerignola, gli ultimi due componenti la “Banda del kalashnikov” che il 14 dicembre 2012 rapinò sull’autostrada A14, 600mila euro dal blindato della società Aquila, compariranno oggi davanti ai giudici del tribunale di Vasto. I due sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio, rapina aggravata, incendio doloso, ricettazione, detenzione di armi da guerra. Caputi ha ricevuto la notifica nel carcere di Foggia dove si trovava per scontare un’altra pena. Entrambi sono noti alle forze dell’ordine e considerati figure di spicco della malavita pugliese.
Sempre oggi è prevista una nuova udienza - presidente Giangiacomo, giudici a latere Radoccia e Pasquale - per i due presunti basisti di San Salvo che secondo i carabinieri diedero un importante supporto logistico alla banda. Di bel altro avviso i difensori, gli avvocati Giovanni e Antonello Cerella che oggi cercheranno di dimostrare il contrario.Non è escluso che i due processi vengano unificati. Le indagini sono state dirette dal procuratore Giancarlo Ciani e dal sostituto Enrica Medori.
Sciusco e Caputi erano convinti di averla fatta franca, ma a giugno scorso per loro sono scattati gli arresti. Gli accusati si difendono ma contro di loro ci sono i risultati di lunghe e minuziose analisi di laboratorio e verifiche del traffico telefonico dei loro cellulari. «Gli arresti sono scattati nel momento in cui le indagini condotte con i colleghi di Cerignola hanno permesso di acquisire un quadro probatorio ampiamente significativo suffragato dai riscontri dei Ris», ha più volte spiegato il maggiore Giancarlo Vitiello.
Al momento oltre ai due ultimi arrestati, sono coinvolti cinque pugliesi e due abruzzesi: Francesco Losurdo, Antonio Patruno, Vincenzo Costantino, Matteo Morra ed Emilio Carulli (tutti di Cerignola), Cono Surace e Simone Di Gregorio (di San Salvo). All’inizio nel taccuino della Procura erano stati annotati 25 nomi, tutti di pugliesi. Alla fine la rosa si è ridotta. Il 16 aprile 2014 due degli indagati, Costantino e Morra, assistiti dagli avvocati Enzo Desiderio e Luigi Perrone, sono stati processati e condannati rispettivamente a 16 anni e 13 anni e 4 mesi di reclusione col rito abbreviato. (p.c.)
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