Bando per valorizzare le riserve

17 Gennaio 2017

Il consigliere Marino: la giunta ortonese partecipi con Ripari di Giobbe e Acquabella

ORTONA. Valorizzare le riserve regionali di Ripari di Giobbe e Punta dell’Acquabella? Si può fare. Come? È Patrizio Marino ad indicare la strada. Il consigliere comunale di Ortona Democratica-Sel fa sapere di un avviso pubblico della Regione la cui domanda di partecipazione scade il 9 febbraio.

«Per fare turismo bisogna preparare il territorio e renderlo vivibile innanzitutto per i cittadini residenti, per poi proporlo a chi non è di Ortona e vuole trascorrere un periodo delle sue vacanze da noi», sostiene Marino. «In quest’ottica il Comune ha oggi la possibilità di finanziare la fruizione delle aree di attrazione naturale, in particolare le due riserve regionali di Ripari di Giobbe e di Punta dell’Acquabella, per potenziarle e migliorare la qualità dei servizi offerti alla popolazione residente e ai visitatori».

Il consigliere comunale ha presentato un ordine del giorno per impegnare il sindaco Vincenzo D’Ottavio e la giunta ad attivarsi al più presto per partecipare al bando regionale. «Con il finanziamento si potrebbe predisporre al più presto il Piano di assetto naturalistico delle due riserve», dichiara Marino, «per dare l’avvio alla piena efficienza di entrambe, garantendo la corretta fruizione e la prevenzione dall’incuria».

Il piano dovrebbe prevedere il ripristino della strada che dai Ripari di Giobbe va in direzione sud e scende verso il Peticcio, rendendola agibile sempre, in quanto strada di interesse storico, paesaggistico e turistico. La stessa strada è un tratto della pista ciclopedonale prevista a nord di Ortona.

«Il finanziamento regionale potrebbe inoltre essere utilizzato per ristrutturare l’ex scuola in contrada Foro, che potrebbe diventare sede delle due riserve, Centro di educazione ambientale e struttura di appoggio per le colonie estive per ragazzi», aggiunge Marino.

Secondo quest’ultimo il finanziamento è l’occasione giusta per preservare le due riserve dall’incuria e dalla scarsa manutenzione che spesso favoriscono la nascita di discariche abusive di materiali pericolosi e di incendi. Per di più permetterebbe «di monitorare le falesie della costa a nord e sud di Ortona, particolarmente fragili», conclude il consigliere comunale, «al fine di prevenire movimenti franosi, di controllare i canali di scolo delle acque meteoriche e di raccolta esistenti che versano nel degrado più assoluto, e di monitorare la fauna selvatica, con particolare riferimento ai cinghiali». (a.s.)

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