Bando Sasi, inchiesta per abuso d’ufficio

31 Gennaio 2018

La polizia torna nella sede di contrada Follani: acquisiti i documenti sul concorso per 67 posti. Basterebbe: sono tranquillo

LANCIANO. La Procura torna alla Sasi per acquisire i documenti relativi al concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 67 figure professionali. Gli agenti del commissariato sono andati ieri mattina nella sede della società che gestisce il servizio idrico integrato, dopo l’apertura di un fascicolo, da parte del procuratore capo Mirvana Di Serio, sulla regolarità del bando. Inchiesta per ora agli albori, contro ignoti (non ci sono indagati) e nata dall’esposto di una candidata esclusa nelle pre-selezioni: l’ipotesi di reato è abuso d’ ufficio. Altri candidati esclusi si sono invece rivolti al Tar di Pescara. Una serie di proteste finite, quindi, sotto la lente di ingrandimento della magistratura e che fanno seguito alle rimostranze di alcuni sindaci e di esponenti politici di centrodestra che invitavano il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe, a ritirare il concorso sulla base dell’entrata in vigore del decreto attuativo della riforma Madia, che blocca le assunzioni a tempo indeterminato nelle partecipate fino al 30 giugno 2018. Ma la Sasi è andata avanti, e anche i ricorrenti con gli esposti. Gli agenti, già giovedì scorso, si erano recati negli uffici della società in contrada Follani, per acquisire i documenti sul concorso e parlare con il presidente Basterebbe e la vice Paola Tosti, che non erano in sede. Sono dunque tornati ieri e in un’ora hanno analizzato gli atti che la Sasi ha messo loro a disposizione e ne hanno portati via altri. Dalla società in questi mesi sono sempre giunte ampie rassicurazioni sulla regolarità delle procedure, fin dalla pre-selezione dalla quale sarebbero stati esclusi centinaia di candidati. Delle 2.300 domande arrivate, alle prove orali -tutt’ora in corso- sono approdati in 110. «Sono tranquillo», commenta Basterebbe che non è stato ascoltato dagli ispettori, «la polizia ha consultato i documenti che abbiamo messo a disposizione in un clima sereno e in un’oretta sono andati via. Sono convinto che sia tutto in regola e che magari si poteva chiedere dei controlli al Tar, non alla Procura. Oggi torno a Roma all’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, per avere ulteriori chiarimenti perché il decreto attuativo della Madia ha delle incongruenze. Problemi al massimo potrebbero sorgere alla firma del contratto di assunzione, ma anche questo dubbio contiamo di risolverlo a stretto giro». Problemi essenzialmente amministrativi e non penali, secondo Basterebbe. La Procura, intanto, attende l’esito delle indagini.
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