«Bando sbagliato, ora una svolta»

L’opposizione attacca: amministrazione negligente, disagi per famiglie e alunni
CHIETI. Allarmata per l’ordinanza del Tar che sospende l’appalto della mensa scolastica, l’opposizione chiede la convocazione delle commissioni consiliari per affrontare il problema. Tutti i gruppi di minoranza prendono una posizione univoca e, se da una parte, offrono la loro collaborazione nel cercare soluzioni, dall’altra, tornano a criticare duramente la maggioranza. «L’ordinanza del Tar che ha accolto il ricorso della Ladisa», dicono Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro, Roberto Miscia, Mario Colantonio, Serena Pompilio, Mario De Lio, Giampiero Riccardo, Maurizio Costa, Bruno Di Iorio, Fabrizio Di Stefano, Emma Letta e Liberato Aceto, «oltre a confermare tutte le preoccupazioni che rendemmo note all’indomani della pubblicazione del bando di gara, oggi ci mette di fronte a una situazione ancora più complessa e rischiosa. Qualsiasi siano le scelte del sindaco Diego Ferrara chi ne pagherà le conseguenze sono le famiglie, i lavoratori e soprattutto gli scolari. Tali preoccupazioni ci hanno indotto a richiedere una convocazione delle commissioni consiliari per affrontare il grave problema e la negligenza da parte dell’amministrazione. È imbarazzante e assordante il silenzio dell’amministrazione e soprattutto degli assessori all’istruzione Teresa Giammarino e agli affari legali Enrico Raimondi, che si muovono come elefanti in una cristalleria, dimostrando scarsa conoscenza e alcun senso pratico. A oggi, infatti, ciò che ci meraviglia e ci preoccupa è la totale assenza di programmazione e ipotesi alternative».
Nella polemica interviene anche l’Udc: «L’Udc», dice la segretaria cittadina Fabiana Desiderio, «raccoglie le preoccupazioni dei genitori sulla mensa scolastica. Il Comune chiarisca ora come intenda garantire il servizio e fino a quando le famiglie dovranno farsi carico del pasto da casa. Chiarisca inoltre l’ammissione alla gara di Ladisa, già resasi inadempiente nella gestione del precedente appalto. È evidente la mala gestione, da parte dell’amministrazione, di un servizio essenziale e necessario per i bambini e le loro famiglie, oltre a comunicazioni poco trasparenti sul tema. È inaccettabile che l’ente, in pendenza del giudizio dinanzi al Tar, si sia spinto in rassicurazioni poco probabili che di fatto appaiono soltanto come un modo per sedare gli animi di centinaia di famiglie, che giustamente si sentono prese in giro». (a.i.)

