Baomarc, i sindacati accusano: «Riconversione troppo lenta»

1 Novembre 2020

Atessa. Ex Honeywell: Cisl, Cgil e Uil chiedono un incontro urgente ad azienda, Regione e ministero L’ex assessore Febbo: colpa dei consulenti della ditta e il piano delle assunzioni non è stato rispettato

ATESSA. Un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico (Mise) è stato chiesto dai rappresentanti sindacali Primiano Biscotti (Fim-Cisl), Alfredo Fegatelli (Fiom-Cgil) e Nicola Manzi (Uilm) alla luce dell’ultimo tavolo on line organizzato dalla Regione Abruzzo per discutere dello stato dell’arte della reindustrializzazione da parte della Baomarc nell’ex sito Honeywell di Atessa, incontro tuttavia disertato dagli assessori al Lavoro, Piero Fioretti e alle Attività produttive, Mauro Febbo e che di fatto non ha risposto agli interrogativi di azienda e sindacati.
«Gli ultimi sviluppi riguardanti il piano di reindustrializzazione dell’ex sito produttivo Honeywell che prevede il reinserimento di 162 lavoratori da parte della Baomarc come da impegni presi in sede ministeriale», scrivono le organizzazioni sindacali alle rispettive segreterie nazionali, «determinano una serie preoccupazioni. Pertanto chiediamo di attivarvi per una riunione urgente in sede ministeriale per ottenere le necessarie delucidazioni e chiarimenti da parte di Baomarc, Regione Abruzzo e Mise in merito al piano di reindustrializzazione. I lavoratori ormai da diversi mesi hanno esaurito il periodo di Naspi e si ritrovano in questo momento di crisi Covid senza nessun ammortizzatore e i ritardi nel processo di riconversione sono particolarmente pesanti per i lavoratori e le loro famiglie».
Un appello ai nuovi assessori regionali Daniele D’Amario e Pietro Quaresimale, viene rivolto invece dal segretario aggiunto della Ugl provinciale metalmeccanici di Chieti, Giuseppe Saraceni, per «riprendere il discorso sulla reindustrializzazione ex Honeywell il prima possibile». Saraceni lancia inoltre un duro monito alla direzione aziendale Baomarc: «Abbiamo sollecitato un incontro sulle ricollocazioni dei lavoratori ex Honeywell», spiega Saracenii, «ma Baomarc ha asserito che non ci sono i presupposti per un dialogo poiché la Ugl non era rappresentata da nessun iscritto all’interno dell’ex Honeywell. Ricordiamo invece che Ugl ha partecipato e parteciperà a tutti i tavoli della vertenza, così come ha fatto nel corso di questi due lunghissimi anni, e precisiamo che a partecipare ai tavoli, oltre alle segreterie provinciale e regionale di questa organizzazione sindacale, c’è un ex lavoratore Honeywell legittimato dal mandato conferitogli dalla segreteria nazionale. Bisogna arrivare ad una soluzione rapida», conclude Saraceni, «altre scuse rispetto alla ricollocazione dei dipendenti ex Honeywell non sono più tollerabili».
E alle accuse di immobilismo e inefficienza da parte dell’ad Baomarc, Andrea Mazzesi, nei confronti dell’operato del settore regionale delle Attività produttive, replica l’ex assessore Mauro Febbo: «Il ritardo nel trasferimento dell’azienda non è dipeso dalla Regione che in meno di 12 ore ha procurato documentazione utile in pieno Ferragosto, ma dall’inaffidabilità dei vari consulenti», sottolinea Febbo, «inoltre il contributo di 8.060 euro per lavoratore assunto per norma nazionale non è anticipato dalla Regione, ma deve essere seguita una procedura, come tutti i consulenti del lavoro sanno e fanno per le aziende che seguono. Il cronoprogramma delle assunzioni non è stato rispettato, visto che ad oggi sarebbero dovute essere assunte 62 persone a tempo indeterminato e mi risultano invece 10 a tempo determinato. Mi auguro che per giugno 2021 possa avverarsi ciò che la Baomarc ha promesso. Non voglio fare polemica, ciò che mi interessa è il reinserimento dei lavoratori».
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