Baomarc: le colpe della Regione

31 Ottobre 2020

Atessa. L’ad Mazzesi: promesse non mantenute a cominciare dagli incentivi sulle nuove assunzioni

ATESSA. «Andremo avanti con il piano industriale nonostante le promesse non mantenute della Regione Abruzzo». Andrea Mazzesi, amministratore delegato della Baomarc, azienda del gruppo Baosteel, primo produttore al mondo di acciaio, non ci sta a far passare la sua azienda da «latitante e inadempiente», come ha specificato nei giorni scorsi l’ex assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo. La Baomarc è protagonista di una delle più importanti reindustrializzazioni mai avvenute su suolo abruzzese, con un piano industriale di 21 milioni e 850 mila euro che, in 36 mesi, così come spiega il piano sottoscritto a Roma il 16 febbraio 2018, dovrà sostituire le attività della Honeywell, delocalizzata in Slovacchia, e assumere 162 ex dipendenti dell’ex azienda dei turbocompressori. «Siamo imprenditori, abbiamo progetti, un piano di espansione preciso», spiega Mazzesi, «siamo stati individuati dal ministero dello Sviluppo economico (Mise, ndc) assieme ad altre due aziende per avviare le attività in Val di Sangro ottenendo la possibilità di ridare un futuro allo stabilimento ex Honeywell. La nostra offerta è risultata la migliore e il nostro piano industriale è piaciuto a tutti: Mise, sindacati e Regione, evidentemente perché abbiamo le spalle solide».
LA POLEMICA. Eppure, secondo l’ad della Baomarc, il trattamento riservato all’azienda sarebbe stato ai limiti dell’oltraggioso. Ultima tegola la promessa, non mantenuta, di anticipare gli incentivi alle assunzioni: 8.060 euro per operaio che, moltiplicati per i primi 110 dipendenti da assumere entro i primi 12 mesi, arrivano a circa 900mila euro. «Siamo abituati a rispettare gli accordi», spiega Mazzesi, «ma non a interfacciarci con persone che non danno seguito a quanto dicono. È un anno e mezzo che sollecitiamo la Regione a rispettare gli accordi presi in sede ministeriale, e confermati nel maggio 2019 dallo stesso Febbo, con tanto di testimoni. Abbiamo inviato pacchi di mail, tutte ignorate. Il mio direttore del personale è andato 4 volte a Pescara e nessuno gli ha saputo dare risposte. Sfido a trovare un documento in cui ci si dà illustrazione su cosa fare: la realtà è che alle Attività produttive probabilmente nessuno ha letto il nostro piano industriale. Ultima beffa la riunione del 22 ottobre: assenti sia Febbo che l’assessore Piero Fioretti. Al loro posto un segretario che non sapeva nulla di quello di cui si doveva discutere».
IL CRONOPROGRAMMA. «Non siamo in ritardo, anzi, ci troviamo in anticipo considerando che siamo riusciti ad entrare in possesso dell’impianto (del valore di 4, 9 milioni di euro, ndc) il 19 dicembre 2019, affrontando un processo lungo e oneroso e stiamo cercando di abbattere l’effetto Covid», assicura Mazzesi. «Stiamo lavorando da agosto nello stabilimento con 20/25 collaboratori che fanno la spola tra i siti di Lanciano e Atessa. Abbiamo effettuato test attitudinali e colloqui. Ad oggi abbiamo assunto 20 dipendenti ex-Honeywell con contratto a tempo indeterminato come previsto dal piano industriale: di questi, 6 non hanno passato il periodo di prova e 4 se ne sono andati di propria volontà. Entro giugno 2021 avremo almeno 90 inserimenti e altri 52 entro maggio 2022. Quello che conta per noi», conclude l’ad della Baomarc, «è il cronoprogramma che condividiamo passo passo col Mise. Non possiamo perdere altro tempo, abbiamo clienti a cui rispondere e un impegno col Mise, i lavoratori e i sindacati con i quali c’è un’ottima interlocuzione. A differenza di piccoli politici, andiamo avanti e abbiamo anche altri progetti per il territorio. Quando in Regione ci sarà un tavolo con persone competenti ci saremo, ma per il momento andiamo avanti col Mise».
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