Baomarc, sondaggi per 205 assunzioni

A oggi in fabbrica ci sono 31 lavoratori, altri 15 entro luglio. Ma nella ex Honeywell acquistata erano impiegate 340 unità
ATESSA. Torna ad assumere, dopo quasi due anni di stallo, la Baomarc, multinazionale cinese dell'acciaio che ha acquistato lo stabilimento della ex Honeywell, delocalizzata in Slovacchia con la perdita di centinaia di posti di lavoro in una delle vertenze più drammatiche della regione. Ieri, proprio nella sede dello stabilimento dei turbocompressori, si è tenuto un incontro di verifica sull'accordo fatto dall'azienda con il ministero dello Sviluppo economico che prevedeva la reindustrializzazione del sito e il parziale riassorbimento dei lavoratori licenziati. L’azienda nel ribadire di voler onorare l’accordo, ha comunicato alle parti sociali che del bacino iniziale di 340 lavoratori, 266 hanno partecipato alle selezioni scritte e ai colloqui. Di questi 31 sono attualmente assunti e stanno lavorando nello stabilimento Baomarc di Atessa (il marchio ne ha anche uno a Lanciano) e altri 30 hanno rinunciato o non hanno superato il periodo di prova. Restano quindi 205 lavoratori che nel giro di qualche giorno, come spiegato dall'azienda, saranno contattati via mail e telefonicamente per sondare l'attuale disponibilità.
Il piano di reindustrializzazione è tuttavia fermo a meno della metà della Fase 1, rispetto a quanto previsto dalla tabella di marcia presentata al ministero. L'azienda, che resta motivata a concludere il percorso, ha spiegato che a causare il pesante ritardo hanno concorso diversi fattori: la crisi del settore auto e quella della produzione dei semi conduttori e microchip elettrici, la pandemia da Covid, la guerra in Ucraina e, non ultimo, anche un cambio al vertice del management presente. L'amministratore delegato Andrea Mazzesi è stato infatti sostituito da qualche mese per politiche di gruppo. Al suo posto è entrato un amministratore direttamente dalla Cina e dalla multinazionale Baosteel, il signor Liuw.
«La nuova gestione del personale Baomarc», si legge in una nota delle segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm, «avvalendosi anche delle attitudini emerse dalle prove scritte procederà a nuovi colloqui. Entro il mese di luglio verranno assunti 15 lavoratori, il che porterà il numero di assunzioni a 46. A settembre si farà una ulteriore verifica per analizzare i programmi del 2023 e le possibili ricadute occupazionali future. Per noi», ribadiscono le parti sociali, «l'obiettivo resta quello di raggiungere i numeri dell’accordo firmato al Mise. Pur ritenendo positiva la ripresa delle assunzioni, i numeri previsti dall’accordo sono ancora molto lontani (110 nella prima fase e 52 nella seconda fase per un totale di 162 assunzioni), pertanto sarà necessario monitorare la situazione fin quando non si raggiungeranno gli impegni presi dall’azienda che, ricordiamo, ha acquisito lo stabilimento di Atessa a costo zero».
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