Bar, negozi e sale culturali Così rivivono le ex stazioni

11 Novembre 2016

Progetto unitario dei Comuni di Fossacesia, San Vito, Vasto e Torino di Sangro Gli edifici trasformati in centri di accoglienza turistica a servizio della Via Verde

TORINO DI SANGRO. Cosa fare delle ex stazioni ferroviarie rimaste a guardia del tracciato ferroviario ormai dismesso e che diventerà la futura Via Verde della Costa dei trabocchi? I lavori per la pista ciclopedonale, che costeggia il litorale adriatico da Ortona a Vasto, inizieranno a gennaio ed è tempo di pensare anche a come riconvertire spazi che sono strettamente connessi alla Via Verde e che possono concretamente alimentare la rigenerazione territoriale della Costa dei trabocchi, oltre che rappresentare una moderna e fruibile accoglienza turistica. Per queste ragioni i rappresentanti dei Comuni di Vasto, Fossacesia, San Vito e Torino di Sangro si sono riuniti per siglare un accordo di programma che possa mettere tutti d’accordo, in un’unica visione che renderà completo il nuovo tracciato ciclopedonale. Sono quattro le ex stazioni ferroviarie che sono state inserite in uno studio di fattibilità dal nome Sat (Stazioni per l’accoglienza turistica della Costa dei trabocchi) a cura dei quattro Comuni e di un gruppo di lavoro coordinato dall’ingegnere Italo Bona. Il progetto ammonta a 6.800.000 euro, gli interventi di riqualificazione dureranno due anni. Le idee progettuali prevedono di riconvertire le ex stazioni come, ad esempio, Infopoint, centri di accoglienza turistica, percorso della memoria (nel caso della stazione di Torino di Sangro, data la vicinanza con la Linea Gustav), aree culturali e di ristorazione. Le ex stazioni sono state cedute in comodato d’uso ai Comuni per cinque anni. Gli enti hanno un diritto di prelazione di 5 anni per l’acquisto delle strutture ma, ovviamente, le casse comunali non dispongono delle cifre necessarie all’operazione. Il progetto sarà, quindi, sottoposto all’attenzione della Regione che potrebbe inserirlo nel Masterplan. «Le azioni progettuali proposte», si legge nello studio di fattibilità, «scandiscono, oltre agli interventi possibili, un modello di governance da adottare per regolare e sviluppare, secondo schemi di sostenibilità, i rapporti tra pubblico e privato in modo da assicurare qualità e coerenza degli interventi da realizzare necessariamente in progress e attraverso l’apporto di soggetti esterni alla struttura pubblica. Fondamentale», si specifica, «è la sinergia e connettività con il progetto di candidatura della Via Verde della Costa dei Trabocchi, che rappresenta evidentemente un elemento indispensabile ed interdipendente a questo. Dallo studio, infatti, si evince che, oltre alla funzione di presidio e di assistenza diretta al turismo e alla mobilità legata alla Via Verde, le vecchie stazioni possono essere considerate dei veri e propri centri polifunzionali dedicati non solo al turismo, ma anche ad attività culturali sportive e folcloristiche, generando un consenso tra la popolazione locale e non solo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA