Barista di Passo Lanciano morto: camionista indagato per omicidio

Dopo l’ispezione cadaverica sono stati richiesti ulteriori accertamenti sulla salma di Sergio Simone Il conducente del mezzo pesante avrebbe invaso l’altra corsia. Gli amici e colleghi ricordano il 77enne
PRETORO . Il conducente del camion contro cui si è schiantato Sergio Simone è indagato per omicidio colposo. I carabinieri della stazione di Rapino, coadiuvati dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti, lavorano alla ricostruzione della dinamica dell’incidente che lunedì è costata la vita all’imprenditore 77enne, proprietario del bar dello Sciatore, il locale vicino alla funivia di Passo Lanciano.
Trova ulteriore riscontro quanto ipotizzato inizialmente: sembra, infatti, che la vittima non indossasse il casco al momento dello schianto avvenuto in via Cerrani, a Pretoro. Secondo la ricostruzione il camionista, un 45enne, nello svoltare a sinistra avrebbe invaso l’altra corsia di marcia percorsa da Simone a bordo della sua Aprilia Scarabeo. L’impatto è stato inevitabile e l’imprenditore è caduto, battendo poi la testa contro una pietra a bordo strada. Inutili i soccorsi immediati: all’arrivo dell’ambulanza del 118 di Guardiagrele, il 77enne era già deceduto. Il pm Giuseppe Falasca ha disposto un’ispezione cadaverica svolta ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio. Ma gli accertamenti andranno completati con una Tac che servirà a fare maggiore chiarezza sulle cause della morte.
Nel frattempo sono numerosi i messaggi di cordoglio che in queste ore sono rivolti alla famiglia dell’imprenditore. Un ricordo di lui arriva dai gestori e dipendenti del rifugio Bruno Pomilio, sulla Maielletta: «Mancherà ai tanti che hanno frequentato la Maiella, che non sarà come prima, e mancherà soprattutto alla sua amata famiglia». Altri conoscenti sottolineano la gravità di questa improvvisa perdita: «Con la sua scomparsa non è soltanto morto Sergio, ma è come se ad andarsene fosse una parte della Maiella».
Il proprietario del bar ristorante della nota località sciistica lascia la moglie Elena le figlie Federica, Sabrina e Alessia. Proprio la figlia Sabrina è stata sindaco di Pretoro durante la passata amministrazione, nel quinquennio 2014-2019. Sono diversi, infatti, gli amministratori che le esprimono la propria vicinanza: «La nostra montagna, il nostro territorio», è ad esempio il commento del sindaco di Rapino, Rocco Micucci, «perde tragicamente un pioniere che ha sempre creduto nelle sue potenzialità».
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