«Barricati in casa dalle 17 Questo rione ci fa paura»

21 Agosto 2016

Parlano i residenti di Civitanova e Sacca: mai prima d’ora un tale degrado Vane le segnalazioni a Comune e forze dell’ordine: andremo dal prefetto

LANCIANO. Una situazione senza controllo. È così che i residenti di via Garibaldi e dei vicoli adiacenti descrivono la vita nei quartieri Sacca e Civitanova. L’incendio doloso divampato giovedì sera in una delle case parcheggio del rione sarebbe soltanto una tragedia annunciata. Perché da giorni, settimane, si sono susseguite le segnalazioni dei residenti alle forze dell’ordine e al Comune. La gente ha paura. Alle 17 gli anziani si barricano in casa perché, dicono, «da quell’ora la zona diventa terra di nessuno». Prima del rogo, che ha distrutto l’alloggio assegnato a una donna con diversi problemi giudiziari e di dipendenza, anche un altro palazzo, questa volta occupato abusivamente, sarebbe stato preso di mira con un principio di incendio. Ma i problemi sono all’ordine del giorno.

«Non si vive più», racconta un’anziana nell'improvvisato capannello di persone che si forma in strada, «vivo qui da oltre cinquant’anni e non si era mai arrivati a tale situazione di degrado». Tutti raccontano qualcosa, ma nessuno è disposto a lasciare il proprio nominativo: si temono vendette e rappresaglie. «C’è un problema di controllo», sottolinea un residente, «se chiamiamo le forze dell’ordine non arrivano, i vigili non sanno che fare, il Comune è assente. Non si tratta di soldi o mancanza di fondi, manca totalmente l’interesse delle istituzioni, sia quelle deputate alla sicurezza, sia da parte della politica». I rioni sono in mano a situazioni cancrenizzate di spaccio e prostituzione. Tra i vicoli e le strade che tagliano a metà il quartiere Civitanova c’è un via vai continuo di auto che sfrecciano a tutta velocità, di stranieri, tossicodipendenti, clienti di prostitute. «Non è mai stato fatto un censimento», aggiunge un uomo, «il Comune, il fisco, le forze dell’ordine non sanno nemmeno chi vive dentro queste case e quanti sono».

E la mancanza di sicurezza riguarda non solo le persone, ma anche gli alloggi. C’è chi vive in ripostigli di fortuna, chi in case occupate, chi nei garage. E moltissime strutture non hanno i requisiti di agibilità, anticendio e sicurezza. Durante il rogo di giovedì, oltre alla difficoltà a far entrare i mezzi in strada, i vigili del fuoco hanno avuto anche quella di non riuscire a trovare l’allaccio per i tubi da cui prelevare l’acqua. E nessuno del Comune è venuto a pulire. Si sente ancora fortissimo l’odore acre di bruciato e chi vive nelle vicinanze dell’appartamento andato a fuoco è costretto a dormire con il fazzoletto sul naso. Anche la sporcizia regna sovrana. Ovunque sono improvvisate discariche di ingombranti o pattume. Si trovano cumuli di siringhe, feci e urina di animali. «La mia casa da cento metri quadri con tre bagni, una corte e un giardino interni me l’hanno valutata 15mila euro», racconta disperato un residente, «non posso nemmeno andarmene da qui». Tra i residenti sta circolando una raccolta firme che, dicono, «non sarà inviata al Comune, ma direttamente al prefetto, dato che nessuno ci ascolta da anni». Si chiedono controlli, più sicurezza e una diversa gestione dell’assegnazione delle case parcheggio. «L’impegno da parte mia e dell’amministrazione è massimo», dice l’assessore alle Politiche della casa, Giacinto Verna, «già abbiamo incontrato diversi residenti. Ho garantito che entro la fine dell’anno cercheremo di dare una prima risposta e, da qui a maggio, di risolvere tre-quattro situazioni limite. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita del rione».

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