«Basta accuse, abbiamo applicato la legge»

Ferrara e Pantalone: ci siamo mossi per tempo, la loro è solo una strategia per la campagna elettorale
CHIETI. A Palazzo di città scoppia la polemica per l’impianto di Filippone a cui il Comune ha revocato la gestione per inadempienze. Si accende, quindi, il botta e risposta tra la giunta Ferrara e i consiglieri di minoranza che ieri mattina hanno tenuto una conferenza per denunciare «l’inerzia» degli amministratori.
«Chi punta il dito e accusa», ribattono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore allo Sport Manuel Pantalone invitati dalla minoranza alle dimissioni, «dimostra solo la sua poca conoscenza delle procedure amministrative. L’amministrazione si è mossa quando aveva le carte per procedere. I piani sono due: quello tecnico che ha richiesto accertamenti e adempimenti che devono svolgere gli uffici e che sono stati compiuti e ampiamente documentati come risulta agli atti di questi mesi dalle ripetute diffide fatte dall’ente e quello politico, che ha fatto sintesi dei fatti che hanno portato alla decadenza della concessione».
La minoranza accusa la giunta di non aver ascoltato le loro segnalazioni portate davanti al consiglio comunale. «Non è stata l’opposizione a stimolare le azioni compiute su gestore e struttura», riprendono gli amministratori, «perché ciò che i nostri consiglieri-accusatori dicevano sull’impianto di Filippone era ben diverso e bene ricordiamo i loro rilievi fatti su aspetti urbanistici di cui l’ufficio ci aveva dimostrato l’insussistenza. Siamo certi che a seguito dell’attenzione dedicata all’argomento da parte di organi terzi, il lavoro svolto e il riscontro dell’attività amministrativa che c’è stata emergerà. Siamo sicuri che la comunità è in grado di discernere fra un’accusa strumentale e un’attenzione continua e tesa alla soluzione di un problema».
In seguito agli «illeciti gravissimi» riscontrati dalla giunta di centrosinistra sulla struttura, gli uffici dell’assessorato allo Sport hanno provveduto alla decadenza contrattuale: l’associazione Teate volley ha 30 giorni di tempo per lasciare l’impianto.
«In merito alla convenzione», aggiungono Ferrara e Pantalone, «l’amministrazione ha sempre affermato e ritenuto che all’interno della sto il concetto di polifunzionalità. L’ufficio avrebbe fatto le opportune verifiche e chiesto l’adeguamento del Pef al gestore, cosa che non è mai accaduta: siamo rimasti inascoltati, tanto che poi è emersa anche la subconcessione della struttura. Il gestore ha violato gli articoli 2, 13 e 19 della convenzione e, una volta accertate le violazioni, messe nero su bianco in più di un sopralluogo e negli atti, abbiamo provveduto con il servizio Sport a procedere, tutelando l’ente con lo strumento della decadenza contrattuale».
Il Comune, già in bilico per le casse in rosso, ha quindi proceduto per atti. «Qualsiasi azione si intraprenda», sottolineano gli amministratori, «se non adeguatamente comprovata genera contenziosi, cosa che l’ente oggi non può permettersi. Tanta e tale ignoranza della procedura amministrativa spiega la qualità della richiesta che i consiglieri hanno lanciato a mezzo stampa dopo aver saputo del fascicolo della procura. Questo la dice lunga anche sugli intenti di prendersi meriti che non esistono: il Comune si era già mosso quando chi ci accusa ha cominciato a cercare visibilità sull’argomento e oggi è arrivato a un atto fortissimo, la decadenza. Rimarcare oggi cose già ampiamente chiarite», concludono Ferrara e Pantalone, «mette in chiaro i metodi che muovono certa politica, specie a ridosso di imminenti campagne elettorali». (e.g.)
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