«Basta con i rattoppi di catrame in centro»

21 Settembre 2017

Residente protesta per i lavori in città: il caso in via Vicentini dove è sparita la vecchia pavimentazione

CHIETI. È «l’ennesimo sfregio alla Grande Bellezza di Chieti». in questo modo il professor Gianmichele Finarelli commenta i lavori che nei giorni scorsi sono stati eseguiti in via Vicentini, all’imbocco con piazza Valignani. I lavori hanno comportato scavi in tre punti e hanno sollevato più di una protesta. Perché, lamenta Finarelli, «la ditta esecutrice dei lavori, ultimata l’opera, invece di rimettere in posa i blocchi di porfido originari ha richiuso lo scavo con del catrame, deturpando l’arredo urbano di quella zona. Lo stato pietoso in cui versa la nostra meravigliosa città è sotto gli occhi di tutti».
Secondo Finarelli, il modo in cui ha operato la ditta che si è occupata dei lavori di via Vicentini non sarebbe una rarità. Anzi, il contrario: «a Chieti», dice, «è tristemente noto presso le ditte che operano nel campo stradale che, al termine dei lavori, non è necessario che vengano ripristinate le condizioni ante operam: “Tanto nessuno ci dice niente” dicono i titolari delle imprese con allarmante sicumera». A testimonianza di questa tesi Finarelli cita il caso analogo di piazza Rocchetti, «dove sono stati eseguiti lavori stradali per problemi alla linea elettrica e, alla fine, non sono state riposizionate le lastre di porfido e lo scavo è stato richiuso con cemento. La procedura che permette ai privati, in caso di necessità, di manomettere il manto stradale pubblico è precisa: bisogna avanzare richiesta all’ente proprietario, il permesso viene concesso solo dietro impegno dell’impresa a rimettere a posto la strada come era in origine, alla fine dei lavori un funzionario dell’ente deve verificare che siano state rispettate le prescrizioni imposte alla ditta esecutrice dei lavori e, in caso negativo, imporre alla stessa di ripristinare le condizioni iniziali». Finarelli chiama in causa anche il Comune: «Nei due casi da me citati è evidente che l’amministrazione non ha vigilato, al fine di tutelare il bene comune, con l’attenzione e la cura del buon padre di famiglia. Bisogna tuttavia precisare che tutte le recenti amministrazioni teatine (non solo quella attuale) hanno sinora dato il loro contributo a deturpare la bellezza di Chieti, eseguendo i lavori di manutenzione stradale all’insegna della trascuratezza. Il centro storico di Chieti sta diventando brutto e noi non dobbiamo rassegnarci alla bruttezza: basta con i rattoppi a base di catrame o cemento, dove il manto stradale è stato realizzato diversamente!» conclude.