«Basta con la melina sull’impianto dei rifiuti»

Atessa. Borrelli contrario all’insediamento della Di Nizio Colasante: dodici motivi per dire no
ATESSA. «La Di Nizio la vuole tirare per le lunghe. È un problema aperto, che dovrebbe interessare tutta la nostra comunità e i Comuni della Val di Sangro, non solo gli abitanti di Saletti». Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, inizia il nuovo anno con lo stesso piglio con il quale aveva lasciato il 2020 e lo fa chiamando a raccolta Comuni, associazioni e forze politiche che gravitano intorno alla Val di Sangro. La Di Nizio ha in corso un progetto per realizzare un impianto per il trattamento, mediante sterilizzazione, di rifiuti ospedalieri infettivi, con annesso stoccaggio di rifiuti pericolosi e non in contrada Saletti. Ai primi di settembre scorso il comitato Via regionale aveva espresso un “preavviso di rigetto” del progetto dopo il parere negativo espresso dal Comune di Atessa.
La Di Nizio ha presentato ricorso al Tar Abruzzo contro lo stesso Comune e la Regione Abruzzo. «Dalla Di Nizio Colasante», afferma Borrelli, «hanno presentato un ricorso al Tar contro la nostra bocciatura del loro progetto. E adesso, dopo aver chiesto e ottenuto 90 giorni aggiuntivi per rispondere alle nostre osservazioni, pretendono che il comitato regionale Via (che valuta l'impatto ambientale) non emetta la decisione, che sarebbe già dovuta arrivare 3 mesi fa, ma aspetti il verdetto del Tar prima di pronunciarsi, e magari quello del Consiglio di Stato in caso di appello. Sperano che il tempo lavori a loro favore». Per Borrelli gli abitanti della Val di Sangro meritano rispetto, così come lo meritano le tante battaglie civili svolte in questi anni.
«La nostra amministrazione, finché sarà in carica», assicura Borrelli, «continuerà a opporsi a questo progetto per una serie di ragioni riassunte in un documento, che si avvale delle conclusioni della commissione di cinque esperti nominata dal Comune. Ci sono ben dodici argomenti contro, uno riguarda l’effetto cumulo. Se venisse autorizzata anche la Di Nizio Colasante a trattare rifiuti sanitari pericolosi (oltre la Eco Eridania, che ha comprato la ex Maio, e già opera qui da noi) verrebbero smaltite ad Atessa 44mila tonnellate all’anno, cioè oltre un quarto dell’intera produzione nazionale. Tutto l'Abruzzo ne produce 3.376. Insomma» conclude il sindaco, «qui da noi ci sarebbe un via vai di mezzi, che trasportano rifiuti prodotti dal settore ospedaliero e veterinario, pensate, di qualcosa come 12 regioni su 20».

